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Natale a casa: persi 250 milioni di euro

Natale a casa: persi 250 milioni di euro

Quasi cinque milioni di connazionali dicono addio al pranzo del 25 dicembre. Crolla la spesa per il cenone a livelli che non si vedevano da un decennio

Gli italiani dicono addio al pranzo di Natale fuori casa: un esercito di quasi cinque milioni di connazionali che significa perdite per 250 milioni per ristoranti, agriturismi e alberghi. La stretta di Natale interessa ben 360 mila locali della ristorazione. Il taglio ai consumi è altrettanto pesante: 70 milioni di chili di pandori a panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, sei milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi dolci. Tutto sparito tra Natale e la vigilia di Capodanno e Capodanno stesso.

La spesa media degli italiani per il cenone di Natale è pari al 31 per cento in meno dell’anno scorso, scendendo a 82 euro a famiglia secondo l’indagine Coldiretti/Fondazione Divulga. Da almeno dieci anni non era così bassa. Resistono i prodotti nazionali d’eccellenza, -15 per cento per lo spumante, -4 per cento per i panettoni. Crolla addirittura dell’80 per cento lo champagne, risultato dei locali con le serrande abbassate.

Coldiretti critica la chiusura degli agriturismi, solitamente ubicati in luoghi isolati, al riparo dal covid, gestiti a livello familiare con pochi posti a letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto. A rischio 25 mila strutture con mezzo milione di post a tavola. Un settore che per il covid ha già pagato un conto salatissimo, perdendo un miliardo di fatturato nel 2020.

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