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Agricoltura green: un milione di posti di lavoro dal cibo nei prossimi 10 anni

Agricoltura green: un milione di posti di lavoro dal cibo nei prossimi 10 anni

La relazione di Coldiretti durante l'assemblea 'L'Italia riparte dagli eroi dei cibo', con la partecipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Arrivano un milione di posti di lavoro green, dal cibo, nel prossimo decennio. È l’obiettivo dei progetti di Coldiretti, resi noti durante l’assemblea ‘L’Italia riparte dagli eroi dei cibo’, alla presenza del presidente Ettore Prandini e con la partecipazione del premier Giuseppe Conte e del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola.

Nella sua relazione, Prandini ha detto: “Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà, dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva, sono alcuni dei progetti strategici elaborati dalla Coldiretti per la crescita sostenibile del Paese. Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza. L’Italia è prima in Europa per qualità e sicurezza alimentare ed è possibile investire per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero e creare un milione di posti di lavoro nei prossimi 10 anni”.

“Il Recovery Plan rappresenta un’occasione imperdibile – sottolinea la Coldiretti – per superare lo storico squilibrio nella distribuzione dei fondi europei che ha sempre penalizzato gli agricoltori italiani e per superare gli ostacoli alla competitività delle produzioni agroalimentari nazionali rispetto ai concorrenti stranieri. I fondi europei – sottolinea la Coldiretti – vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo ed alimentare per portare benefici all’intero Sistema Paese con un impegno strategico di lungo periodo”.

Il progetto firmato Coldiretti, per quel che riguarda le risorse idriche, punta su bacini per la raccolta dell’acqua così da ridurre il rischio di dissesto idrogeologico, aumentando la sicurezza alimentare italiana e garantendo la disponibilità di acqua nel caso di incendi, oltre a quella per la produzioni idroelettriche green, in linea con gli obiettivi di ridurre le emissioni entro il 2030, come da diktat Ue. Si punta a realizzare 6 mila invasi in aziende agricole per uno stoccaggio totale di 30 milioni di metri cubi; 4 mila grandi invasi interaziendali, consortili o pubblici, 10 mila nuovi impianti irrigui per un risparmio d’acqua di almeno di 30 per cento e strutture medio piccole per la produzione idroelettrica. Il progetto vede la collaborazione di Coldiretti con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti.

Per la digitalizzazione, Coldiretti punta a interventi per la transizione digitale per i territori che hanno difficoltà di connessione. In questo modo si connetteranno le macchine e gli strumenti dell’agricoltura di precisione, si migliorerà la vivibilità dei piccoli Comuni, andando a recuperare anche terre abbandonate e incolte. Coldiretti ha siglato con Tim e Bonifiche Ferraresi un accordo per portare la banda ultralarga nelle aziende grazie alla rete dei Consorzi Agrari d’Italia (Cai).

Sul fronte della biosostenibilità, sempre Coldiretti propone di ripristinare e mantenere fertilità dei suoi riducendo i potenziali inquinanti e i materiali non biodegradabili. Il tutto grazie a un monitoraggio costante garantito da una piattaforma con uso di big data, incentivando l’agricoltura di precisione (Adp) per arrivare al 10 per cento del territorio nazionale. C’è l’obiettivo di piantare nei prossimi cinque anni 50 milioni di alberi nelle zone rurali e in quelle metropolitane per far nascere foreste urbane con connessione ecologica tra le città. Proposta, questa, formulata da Coldiretti e Federforeste.

Necessario poi il rilancio del settore dell’olio d’oliva nazionale per confermare il primato di qualità del Made in Italy, realizzando nuovi uliveti, impianti di irrigazione e costruendo pozzi o laghetti, favorendo la raccolta meccanizzata delle olive con macchinari che riducano tempi e costi di raccolta.

Ma per il rilancio del Paese serve anche una visione per il futuro di settori come l’allevamento e la quarta gamma dei prodotti pronti al consumo come le insalate in busta. Il progetto della Coldiretti intende favorire la transizione verde delle filiere bovina, suina, avicola e dell’ortofrutta, tramite produzione di energia da fonti rinnovabili (biogas per produzione biometano), riduzione dell’impronta di carbonio, miglioramento della fertilità dei suoli, utilizzo più efficiente delle risorse tramite tecniche di “precision farming” e miglioramento dei processi di recupero sottoprodotti. Il progetto sulla zootecnia prevede la realizzazione di almeno un impianto di produzione del latte in polvere che consenta di togliere dal mercato, nei momenti di esubero, ingenti quantitativi di latte proveniente da una filiera nazionale di oltre 700 allevatori che coinvolge migliaia di addetti al fine di calmierare l’andamento dei prezzi e ridurre gli sprechi, rendendo il sistema più resiliente e sostenibile.

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