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Tabacco: accordo tra Philip Morris Italia e ministero delle Politiche Agricole

Tabacco: accordo tra Philip Morris Italia e ministero delle Politiche Agricole

Investimento di 500 milioni in cinque anni da parte dell'azienda privata nella filiera tabacchicola italiana per salvaguardare 50 mila posti di lavoro

Accordo raggiunto sul tabacco Made in Italy: salvi 50 mila posti di lavoro dell’intera filiera grazie a una serie di misure di sostegno a favore delle aziende agricole colpite dall’emergenza sanitaria. L’annuncio è del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel mentre veniva firmata l’intesa tra Philip Morris Italia e il ministero delle Politiche Agricole.

Dal 2000 a oggi, è scesa parecchio la produzione di foglie di tabacco, -59 per cento. Sono spariti circa 71 milioni di chili di prodotto. Ce l’ha fatta appena un’azienda su dieci secondo uno studio di The European House – Ambrosetti su dati Organizzazione nazionale tabacco Italia. Un trend che mette a forte rischio il primato europei del nostro Paese, primo produttore con 14 mila ettari, concentrati in particolare tra Campania, Veneto, Umbria e Toscana.

L’accordo tra Philip Morris Italia e ministero prevede investimenti fino a 500 milioni di euro in cinque anni da parte dell’azienda sulla filiera tabacchicola italiana. Si tratta del più alto investimento di un’azienda privata nel settore.

“L’intesa garantisce stabilità e futuro al lavoro degli agricoltori impegnati in una coltivazione profondamente radicata in molti territori, confermando che la strada degli accordi pluriennali di filiera è quella giusta per assicurare redditività e certezze alle aziende” commenta il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “stante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 sono state giustamente previste anche delle azioni straordinarie per supportare le organizzazioni e gli operatori di filiera”.

“Di fronte alla incertezza generata dall’emergenza Covid sul piano economico ed occupazionale e importante – conclude Prandini – è importante investire sull’agricoltura nazionale realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo” e sostenibile”.

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