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Vino novello: prodotte 3,5 milioni di bottiglie

Vino novello: prodotte 3,5 milioni di bottiglie

Rispetto al Beaujolais, il concorrente francese, il nostro si stappa in anticipo. Oltralpe, infatti, sarà possibile bere il vino nuovo solamente dal 19 novembre

In Italia queste sono le settimane del vino novello 2020. Sono state ottenute circa 3,5 milioni di bottiglie, sancendo il primato italiano, in particolare nel testa a testa con la Francia. È permesso stappare il vino novello dallo scorso 30 ottobre in tutto il Paese, ma proprio in queste settimane pesa anche il coprifuoco e il nuovo lockdown nelle zone rosse.

Il settore del Made in Italy vale complessivamente 11 miliardi euro, ma l’emergenza rischia di condizionare pesantemente l’anno in corso. Attività di bar e ristoranti limitate o sospese, niente sagre e fiere. A risentirne sono gli incontri conviviali e dunque anche le bevute di vino. Intanto, però, chi può, stappa un novello che arriva tre settimane prima del concorrente francese, Beuajolais, che si potrà assaggiare solamente dal prossimo 19 novembre. Il vino novello italiano solitamente è delicato, si attesta sugli 11 gradi, ma può raggiungere anche i 12.

Si consuma in particolare in abbinamento con i funghi o le caldarroste, che quest’anno sono stati raccolti in anticipo grazie a un mese di settembre molto caldo (di oltre 35 milioni di chili la produzione, in crescita rispetto all’anno passato). Il vino si abbina molto bene pure a salumi e formaggi. La produzione italiana è basata su uve di qualità Doc e Igt. Il picco di produzione è stato raccolto 10 anni fa con 17 milioni di bottiglie, successivamente si è scesi e ora ci siamo attestati su 3,5 milioni di bottiglie l’anno. La conservabilità è di sei mesi.

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