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Produzione industriale: tiene solo il mercato alimentare

Produzione industriale: tiene solo il mercato alimentare

Perde lo 0,4 per cento rispetto a luglio 2019, ma non affonda come il resto dell'industria che, invece, lascia sul terreno l'8 per cento rispetto allo scorso anno

Tiene solo il mercato alimentare, che perde lo 0,4 per cento rispetto al 2019, grazie a industrie e aziende che non hanno mai chiuso i battenti. Per il resto, l’Istat segnala una produzione industriale che a luglio ha lasciato sul terreno ben l’8 per cento rispetto allo scorso anno.

La pandemia da coronavirus ha portato la filiera agroalimentare a diventare la prima ricchezza italiana, 538 miliardi di valore, 3,8 milioni di posti di lavoro e il 25 per cento del Prodotto interno lordo. Stalle, serre e aziende, anche durante il lockdown, hanno costantemente continuato a rifornire il territorio. Nel 2019, del resto, questa filiera aveva già dato soddisfazioni raggiungendo la quota record nell’export di 44,6 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, dice: “L’emergenza globale provocata dal coronavirus ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza”. Il numero uno aggiunge che l’Italia ha una risorsa da primato mondiale, ma servono investimenti per superare i problemi esistenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dai Paesi stranieri per l’approvvigionamento “in un periodo di grandi tensioni internazionali”. Dai dazi americani all’embargo, in particolare, dalla guerra tra Stati Uniti e Unione Europea a quella con la Russia di Vladimir Putin. In un momento storico in cui non se ne sentirebbe affatto la necessità.

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