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Turismo straniero: l’assenza manda in crisi anche l’indotto made in Italy

Turismo straniero: l’assenza manda in crisi anche l’indotto made in Italy

Il mancato fatturato, nei mesi di luglio e agosto, è stato di 13,7 miliardi di euro; il più colpito è il settore del lusso, con hotel a 5 stelle che hanno l'80% per cento in meno di presenze

La mancanza dei turisti stranieri in Italia, nei mesi di luglio e agosto, ha assestato un duro colpo al settore in Italia, il mancato fatturato è di 13,7 miliardi di euro secondo i dati di Confcommercio. Il più colpito è il comparto del lusso, con gli hotel a cinque stelle che fanno segnare un crollo di presenze dell’80%, con -91,2% di clienti stranieri.

Viaggi e turisti influiscono per il 23% sul Pil italiano, meno rispetto al resto dei Paesi del Mediterraneo, ma abbastanza per provocare una crisi. Secondo Federmodaitalia – Confcommercio, nel 2020 lo shopping di chi proviene da oltre confine segnerà una riduzione di 5,7 miliardi di euro. Lo scorso anno lo scontrino medio per ogni straniero era stato di 861 euro, con punte di 1.610 euro per chi proveniva da Hong Kong, 1.208 euro per i cinesi e 1.054 euro per gli americani.

Le conseguenze della crisi, oggi, vengono vissute a pieno dagli esercizi commerciali. I mercati di cui abbiamo parlato prima sono di fatto chiusi all’Italia. In città come quelle d’arte, come quelle che ospitano congressi la situazione è grave, ma in luoghi come Taormina, Sorrento, Stresa e Montecatini Terme – qui le presenze estere vanno dal 75 al 90 per cento – l’indotto rischia veramente di collassare. I turisti italiani, infatti, non sono minimamente in grado di rimpiazzare le mancate presenze straniere.

Le analisi dimostrano come la mobilità non tornerà quella di prima nei prossimi 3-4 anni, come a dire che la crisi non sarà breve. Alcune attività non ce la faranno ad aspettare. Prendiamo il settore aereo, che si sta salvando in questo periodo grazie agli aiuti dei governi. Ma tassi di riempimento così bassi e rotte che potrebbero chiudere da un momento all’altro sono una spada di Damocle su tutte le compagnie. A quel punto, intere aree del Paese resterebbero senza copertura per i flussi turistici internazionali.

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