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Vino: tiene bene l’export italiano in Usa

Vino: tiene bene l’export italiano in Usa

Il nostro Paese allunga ulteriormente sulla Francia, principale competitor. Ma c'è timore per i dazi aggiuntivi preparati dall'amministrazione di Donald Trump

Esportazioni stabili per i vini italiani negli Stati Uniti. Nel primo semestre del 2020, rispetto a quello del 2019, il valore è di quasi un miliardo di dollari (+1,8%) con un aumento dei volumi del 2,9%. Il nostro Paese mantiene dunque la leadership come principale fornitore degli States e allunga ulteriormente il distacco sulla Francia che, a causa dei dazi aggiuntivi, perde il 25,3% a valore (791 milioni) e sulla Spagna, che perde il 12,3% (159 milioni).

Sono, questi, gli ultimi dati che arrivano dall’Osservatorio del vino Uiv, Unione italiana vini, che sta pressando il governo e l’Ambasciata italiana a Washington contro eventuali regimi tariffari. Sono infatti oltre 27 mila i commenti di sostegno alla revisione dei dazi aggiuntivi predisposti da Donald Trump sui prodotti dell’Unione europea in Usa, superiori a quelli che si erano avuti nella prima consultazione pubblica dello scorso mese di gennaio.

Ernesto Abbona, presidente di Uiv, commenta: “Consideriamo positivo il segnale dato dalla filiera del vino e dal suo indotto statunitense e dalle diplomazie interessate. Allo stesso modo abbiamo apprezzato l’intensa azione di governo per scongiurare il carosello dei dazi sul vino italiano. È stato fatto tutto quanto nelle nostre possibilità e in ragione di ciò, pur nell’incertezza di scenari, è doveroso confidare in una soluzione positiva delle trattative e attendere la decisione prevista per il 12 agosto”. Nella nota recentemente inviata al governo, Uiv evidenziava come “la chiusura del mercato americano rischierebbe di compromettere ulteriormente l’attività delle nostre imprese e nessuna misura di sostegno al settore potrebbe mai compensare le gravissime perdite potenziali in caso di dazi aggiuntivi”.

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