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Agroalimentare made in Italy: summit ‘Food & Made in Italy”

Agroalimentare made in Italy: summit ‘Food & Made in Italy”

Si è parlato di post-covid e di sostenibilità economica, sociale e ambientale durante l'evento organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con 24 Ore Eventi

Agricoltura sostenibile socialmente, economicamente e, naturalmente, per l’ambiente. Su questo si è discusso durante ‘Food & Made in Italy Summit’, organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con 24 Ore Eventi. Il post-covid e l’agroalimentare, una filiera che vale 538 miliardi di euro, ossia un quarto del Pil nazionale.

Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha spiegato: “La politica agricola comune è uno dei capitoli legislativi più importanti del New Green Deal, il progetto lanciato dalla Commissione Ue per traghettare l’Europa verso l’abbattimento delle emissioni gassose nocive e contribuire concretamente alla lotta contro i cambiamenti climatici”.

Claudia Merlino, direttore generale Cia Agricolti Italiani, ha aggiunto: “La congiuntura socio-economica scaturita dalla pandemia ha richiesto il superamento delle relazioni classiche per dare origine a vere e proprie reti d’impresa territoriale che puntano su tipicità agricole e alimentari del territorio, sul coinvolgimento attivo dei suoi attori, dagli agricoltori ai consumatori, passando per commercio e logistica”.

Il packaging, la plastica hanno rappresentato un vero e proprio baluardo nel periodo della pandemia, permettendo agli alimenti di arrivare integri. A questo proposito, Marco Omboni, Consigliere Pro Food Italia, Sales and Marketing Manager Isap Packaging, ha fatto sapere: “L’emergenza covid ha messo in luce la necessità di valutare prodotti e materiali in chiave di sostenibilità globale, con particolare attenzione alla sicurezza del consumatore e con dati oggettivi alla mano: rispetto ad un approccio del genere, gli imballaggi monouso in plastica per alimenti hanno e avranno ancora molto da dire”.

Sullo stesso tema si è espresso Nicola Ballini, Consigliere Pro Food Italia, General Manager Ilip: “La Plastic Tax mette a rischio 3 mila aziende, con 50.000 dipendenti e 12 miliardi di fatturato. La plastica e gli imballaggi plastici in particolare, hanno bisogno di supporto per l’evoluzione che devono affrontare verso l’economia circolare; la Plastic Tax toglie ossigeno al settore e ne impedisce lo sviluppo, indebolendo il tessuto industriale nazionale”.

Del settore wine ha parlato Luca Brunelli, membro di giunta Cia – Agricoltori italiani con delega al settore vitivinicolo: “Sono venuti a galla difetti strutturali che il comparto avrebbe dovuto affrontate già da tempo, come la mancanza di omogeneità di sistema, ora sempre più urgente di fronte allo spettro recessione che potrebbe orientare verso prodotti a prezzi bassi, a scapito della qualità. Le aziende che hanno investito su quest’ultima, infatti, anche nel comparto vitivinicolo, rischiano di non beneficiare realmente dei decreti anti-crisi”.

Si è infine espressa Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole: “L’Italia la propria parte l’ha fatta, ora tocca all’Europa. Il Governo ha riconosciuto la centralità dell’agricoltura stanziando all’interno del decreto Rilancio 1.150 milioni a favore del settore cui vanno aggiunti i 460 milioni destinati all’esonero contributivo per sei mesi dei lavoratori del florovivaismo, della zootecnia, dell’apicoltura e delle birre artigianali. Ora un analogo riconoscimento deve venire dall’Europa che sia in sede di riforma Pac che nell’implementazione della strategia del Green Deal deve riconoscere il ruolo che gli agricoltori svolgono a favore della sostenibilità con risorse aggiuntive”.

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