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Mele del Trentino diventano Igp

Mele del Trentino diventano Igp

Giansanti, presidente di Confagricoltura: "Un attestato all'impegno e alla reputazione di tanti melicoltori di un distretto produttivo di eccellenza"

Bruxelles ha riconosciuto l’Indicazione geografica protetta (Igp) per le ‘Mele del Trentino’. Soddisfazione da parte di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: “Il marchio Igp Mele del Trentino è un attestato all’impegno e alla reputazione di tanti melicoltori di un distretto produttivo di eccellenza, che è conosciuto e apprezzato anche all’estero, assolutamente competitivo”.

Giansanti sottolinea: “L’Italia ha una melicoltura di alta qualità, riconosciuta dalla molteplici Dop e Igp riconosciute a Mela Alto Adige e Sudtiroler Apfel, Mela di Valtellina, Mela Val di Non, Mela Rossa Cuneo, Melannurca Campana e ora, finalmente, anche Mele del Trentino. In particolare, il solo Trentino – con i consorzi Melinda e La Trentina – garantisce il 20 per cento della produzione di mele, con 440 mila tonnellate di prodotto”.

Il presidente di Confagricoltura Trentino, Diego Coller, completa il discorso: “Abbiamo la garanzia di un territorio unico al mondo per la produzione delle mele. La nuova Igp è un riconoscimento importante per promuovere il prodotto, ma anche il territorio. Porta ulteriore lustro al Trentino, a tutela dell’autenticità di un nostro pregiato e conosciuto prodotto”.

Le Mele del Trentino solo la specialità Food a Indicazione Geografica numero 303 dell’Italia. Il ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, spiega: “Si tratta di un importante riconoscimento per un’altra delle tante eccellenze made in Italy”. E ancora: “L’Italia conferma ancora una volta la sua leadership europea nei prodotti di qualità certificata, a riprova della forza competitiva del made in Italy nel mondo. Con un trend di crescita ininterrotto nel corso degli ultimi dieci anni, le Dop e le Igp rappresentano un traino rilevante dell’agroalimentare italiano, su cui incidono per il 20 per cento superando i 16,2 miliardi di euro di valore alla produzione, come ha recentemente rilevato il Rapporto 2019 di Ismea – Qualivita”.

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