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Sanzioni Ue a Russia: la ritorsione di Putin costa 1,2 miliardi al Made in Italy

Sanzioni Ue a Russia: la ritorsione di Putin costa 1,2 miliardi al Made in Italy

Zero esportazioni a Mosca per Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, San Daniele, frutta e verdura. E imitazioni dei prodotti italiani che spopolano

Le sanzioni dell’Unione europea alla Russia pesano sul Made in Italy nell’ordine di 1,2 miliardi di euro. È quanto si è perso negli ultimi sei anni a causa dell’embargo che ha colpito tutta una serie di prodotti europei, con il divieto di ingresso a frutta, verdura, pesce, carni, salumi e formaggi. L’Ue ha deciso di prorogare per altri sei mesi le sanzioni contro Mosca, Putin ha risposto rinnovando il suo embargo. Coldiretti: “Si tratta di un danno insostenibile per l’Italia e per l’Unione Europea ed è importante che si riprenda la via del dialogo soprattutto alla luce delle tensioni legate alla Brexit, ai dazi americani e agli effetti negativi su economica e occupazione provocati dall’emergenza coronavirus”.

L’Italia risulta essere il Paese più colpito dalla ritorsione russa. Esportazioni pari a zero per Parmigiano Reggiano e Grana Padano, Prosciutto di Parma e di San Daniele, frutta e verdura. Non solo: sul mercato russo si sono diffuse le famigerate imitazioni dei nostri prodotti (Parmesan, mozzarella, robiola) che non hanno niente a che fare con l’Italia. E sono arrivati pure scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta fatti in Bielorussia, Salame Milano, Parmesan e Gorgonzola fatti in Svizzera, Parmesan e Reggianito di Brasile e Argentina.

“Il danno riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. Un blocco dunque gravoso per l’Italia che deve affrontare i primi segnali di difficoltà provocati dall’emergenza dovuta al coronavirus”. Piove sul bagnato, insomma.

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