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Pernigotti: salvo un simbolo del Made in Italy

Pernigotti: salvo un simbolo del Made in Italy

Piano industriale di rilancio per lo stabilimento di Novi Ligure: arrivano due nuove produzioni, nessun esubero e cassa integrazione per un centinaio di persone

Lo storico stabilimento della Pernigotti non abbasserà per sempre le saracinesche. Il piano industriale presentato al Mise ha confermato le anticipazioni che c’erano state precedentemente: cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per 50 dipendenti a Milano e per 59 a Novi Ligure, in provincia di Alessandria.

La proprietà turca ha deciso di portare nello stabilimento dell’azienda dolciaria la produzione di crema spalmabile e di tavolette di cioccolato, con due linee di produzione nuove di zecca, che si affiancheranno a quelle di cioccolatini e di torrone. Piero Frescucci, rsu Uila Uil, ammette: “E’ il massimo che si poteva ottenere”.

Niente esuberi, dunque, come si paventava fino a qualche settimana fa. A sostenere l’operazione due partner, la Spes cioccolato di Torino e il gruppo Optima di Rimini, che è già titolare dal settembre scorso del settore dei gelati. Nell’ultimo anno e mezzo si erano vissuti momenti di assoluta disperazione tra i lavoratori e le loro famiglie visto che i fratelli Toksoz avevano manifestato l’intenzione di chiudere.

La vicenda ha avuto però un lieto fine. Lo stabilimento resterà a Novi Ligure e non ci saranno tagli al personale fino al 2024. L’aggiunta di tavolette di cioccolato e di creme spalmabili, produzioni che finora avevano luogo in Turchia, permetterà anche di destagionalizzarsi. Al momento, infatti, la produzione si concentrava in particolare a Natale e a Pasqua.

Enzo Medicina, segretario provinciale della Fai Cisl, dice: “A partire dal 3 agosto ci sarà un anno di cassa integrazione per la riorganizzazione, a zero esuberi. Il piano industriale prevede un investimento fino a cinque milioni di euro per ammodernare gli impianti e fare interventi sullo stabilimento che passerà da una produzione stagionale a una continuativa. Ci sarà poi la produzione a Novi di dolciumi che ora vengono fatti in Turchia, tra cui la crema che è un prodotto di punta. Questo sarà propedeutico per rilanciare lo stabilimento e tutelare l’occupazione”.

La partita però non è vinta, mette sull’avviso Roberto Benaglia, segreteria nazionale Fai Cisl: “Servirà un monitoraggio costante e la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni affinché l’azienda torni a essere simbolo positivo del Made in Italy nel mondo grazie alla qualità delle proprie produzioni e dell’occupazione. Vediamo i primi passi verso la continuità produttiva e occupazionale, a oggi possiamo dire che la vertenza ha trovato un punto fondamentale di chiarezza con l’attuale gestione della Pernigotti, con un piano industriale affiancato a un piano degli ammortizzatori sociali”.

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