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Pizza margherita: compleanno con brusco calo dei consumi

Pizza margherita: compleanno con brusco calo dei consumi

Il 12 giugno ha spento 131 candeline, la pandemia e il lockdown hanno ridotto del 50 per cento il consumo della pizza che è sinonimo del Made in Italy nel mondo

Sinonimo e simbolo italiano per eccellenza, il 12 giugno la pizza margherita ha spento 131 candeline. Un compleanno mesto, però, perché le vendite sono dimezzate a causa del coronavirus e del lockdown. Se nel periodo pre-covid-19 si sfornavano 8 milioni di pizze, la chiusura ha penalizzato fortemente il comparto. Di converso, è aumentato del 101 per cento l’acquisto di ingredienti per fare la pizza in casa. Come dire che comunque non si rinuncia.

La riapertura della maggior parte delle attività non significa ripartenza anche della pizza nelle pizzerie, che sono 63 mila nel Paese e che danno lavoro a 200 mila addetti. Tutti con il fiato sospeso per paura delle serrande abbassate. Dal 1889, anno di nascita della margherita, il fatturato della pizza nel mondo ha superato i 100 miliardi di euro. Oggi è simbolo del made in Italy e della dieta mediterranea (quella originale è condita con pomodoro, mozzarella di latte vaccino, basilico fresco, sale e olio). Nel 2017, l’Unesco ha promosso l’arte dei pizzaioli a patrimonio immateriale dell’umanità.

Prima che scoppiasse la pandemia, per preparare le pizze venivano utilizzati 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio d’oliva, 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. Tutti prodotti che, con la chiusura del locali, sono stati sotto utilizzati. L’assenza di turisti stranieri, tra i migliori consumatori di margherita e di pizza in generale, sta sicuramente penalizzando la ripartenza. Gli americani sono i principali consumatori, con 13 chili a testa; in Europa, dominano gli italiani, con 7,6 milioni di chili l’anno, poi ci sono spagnoli (4,3), tedeschi e francesi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci (3,3).

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