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Blockchain nell’agroalimentare: webinar a Perugia

Blockchain nell’agroalimentare: webinar a Perugia

Hanno partecipato esperti del settore, università, istituzioni e le aziende che fanno parte dell'Umbria Food Cluster, che hanno mostrato i vantaggi della tecnologia

La tecnologia blockchain a garanzia dei prodotti e per i consumatori. Se n’è parlato durante il webinar del Parco tecnologico 3A dell’Umbria, a cui hanno partecipato esperti del settore, istituzioni, l’università e alcune aziende della regione che adottano la blockchain da sei mesi e che fanno parte dell’Umbria Food Cluster (I Potti de Fratini, Grigi Alimentari, Molitoria Umbria e Agribosco). Come ha detto in apertura Matteo Fratini, padrone di casa e amministratore delegato dei I Potti de Fratini: “Fornire al consumatore più trasparenza e certificazioni possibili”. Questo il perché un’impresa agroalimentare dovrebbe utilizzare questa tecnologia come parte della propria strategia.

Stefano Graziani, titolare di Sas Informatica, ha spiegato: “La blockchain nasce come strumento per condividere e memorizzare in maniera indelebile delle informazioni, e ciò è particolarmente importante per il comparto del food. Questo perché, attraverso questa tecnologia, ogni dichiarazione emessa da un’azienda non può più essere ritrattata o modificata, diventando perciò altamente ‘impegnativa’, e quindi, dando valore aggiunto al prodotto che si vuole commercializzare. Se quello che viene dichiarato non corrisponde al vero, infatti, non si potrà più fare nulla per modificarlo e si perderebbe immediatamente di credibilità nei confronti dei consumatori”.

Fratini ha confermato: “Vendere un prodotto di qualità implica anche la necessità di dimostrare questa qualità. Per esempio, noi lo facciamo attraverso la blockchain per certificare i nostri olii extravergine di oliva dop e biologico. Siamo, perciò, in grado di dimostrare la territorialità del prodotto o il non utilizzo di fitofarmaci. Ogni passaggio è certificato, dalla campagna alla produzione, dallo stoccaggio all’imbottigliamento. Mettendoci la faccia diamo un’ulteriore garanzia al consumatore e la massima trasparenza”.

Una volta adottata la tecnologia blockchain, le aziende dovranno fare un passo in più: comunicare questi passaggi e le informazioni. L’Umbria Food Cluster ha affidato questo compito all’agenzia Iktome Adv Perugia. Il suo brand manager, Matteo Gradassi, ha precisato: “Il nostro ruolo è stato quello di allineare il brand del neonato consorzio al piano advertising in modo che fossero subito evidenti i veri driver di questa tecnologia, ovvero la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti a scaffale. Ciò è confluito in un sistema iconografico che, a prescindere dal brand di turno, valorizza l’Umbria nelle sue sfaccettature e dinamiche. Abbiamo dato dei capisaldi che permetteranno anche a nuovi attori di entrare nel cluster, allineandosi a questa strategia”.

Infine è intervenuto Massimiliano Brilli, amministratore unico del Parco tecnologico agroalimentare 3A dell’Umbria: “Finalmente si comincia ad applicare questa tecnologia, e l’Umbria rappresenta un caso studio per questo tipo di attività. Per la Regione, noi stiamo anche portando avanti il programma InNetwork, relativamente alla misura 1.2.1 del Por Fesr, che prevede di mettere insieme innovazione e network di imprese. Siamo perciò molto contenti di portare oggi questa testimonianza”.

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