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Milano Ventilatore Meccanico: c’è la certificazione d’emergenza della Fda

Milano Ventilatore Meccanico: c’è la certificazione d’emergenza della Fda

L'ente americano ha dato l'ok, il macchinario per l'assistenza alla respirazione potrà dunque entrare negli ospedali che riconoscono la certificazione statunitense

La Fda, Food and Drug Administration, ente certificatore Usa, ha dato il semaforo verde alla certificazione di emergenza (Eua) del Milano Ventilatore Meccanico (Mvm), messo a punto in poco più di un mese grazie a una sinergia internazionale e che serve per la respirazione assistita. Il Mvm potrà dunque entrare negli ospedali dei Paesi che riconoscono la certificazione statunitense.

Il Milano Ventilatore Meccanico può essere prodotto su larga scala, a costi contenuti e in diversi Paesi. In Italia, ha avuto da subito il sostegno dell’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare, dell’Università Bicocca di Milano, di Milano Statale, del Federico II di Napoli, del Gssi Gran Sasso Science Institute, degli Istituti Stiima e Istp del Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche.

A far affrettare i tempi è stata l’epidemia di coronavirus che, nel 6 per cento dei pazienti, porta a complicanze polmonari molto gravi, che richiedono l’impiego di un ventilatore che pompi ossigeno nei polmoni ed espella l’anidride carbonica quando viene rilasciata l’aria.

Cristiano Galbiati, ideatore del progetto, dice: “Quando, fin dalle prime fasi del diffondersi della pandemia nel nostro Paese, è stato chiaro che molti Paesi avrebbero avuto bisogno di assistenza respiratoria, abbiamo subito deciso di mettere a disposizione le nostre competenze e la nostra capacità di operare in collaborazione per produrre un nuovo ventilatore che potesse contribuire a fronteggiare l’emergenza”. La certificazione della Fda è “un traguardo importante e per tutti noi una grande soddisfazione”.

Il progetto Mvm è nato da un pool di scienziati che stava lavorando sulla materia oscura, con esperimenti al laboratorio del Gran Sasso dell’Infn e in laboratori canadesi. La realizzazione dei sofisticati apparati sperimentali per la ricerca in fisica fondamentale ha consentito, infatti, lo sviluppo di specifiche competenze in materia di sistemi di controllo complessi e per la gestione dei gas, analoghi a quelli impiegati nei ventilatori polmonari. Il primo prototipo è stato realizzato al centro di assistenza tecnica per respiratori dell’azienda Sapio Life di Vaprio d’Adda, vicino Bergamo, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano.

Al progetto collaborano imprese con capofila Elemaster, che ha coordinato la partecipazione delle altre aziende Nuclear Instruments, AZ Pneumatica, Saturn Magnetic, Bel Power Europe e Camozzi.

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