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Prodotti Igp, Dop e Stg: salgono a 299 i Made in Italy certificati

Prodotti Igp, Dop e Stg: salgono a 299 i Made in Italy certificati

Si aggiungono la Pitina Igp, la Lucanica di Picerno Igp, il Marrone/Castagna di Serino Igp e il Cioccolato di Modica Igp

Salgono a 299 i prodotti agroalimentari italiani Dop, Igp e Stg, riconosciuti dall’Unione Europea al 31 dicembre 2018. Si sono infatti aggiunti la Pitina Igp (Friuli Venezia Giulia), Lucanica di Picerno Igp (Basilicata) nel settore della preparazione delle carni; Marrone di Serino/Castagna di Serino Igp (Campania) in ortofrutticoli e cereali; Cioccolato di Modica Igp (Sicilia) nei prodotti di panetteria. Il report riporta la firma dell’Istat.

Tra il 2017 e il 2018, dunque, il numero di operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità sale del 3,4%. Aumentano i produttori (+4,4%), soprattutto nella preparazione delle carni (+53,2%) grazie a cinque prodotti in particolare: Prosciutto di Norcia in Umbria, Capocollo, Pancetta, Salsiccia e Soppressa della Calabria. I trasformatori si riducono invece dell’1,2%.

In calo, tra i produttori, la presenza delle donne (14,5% nel 2018, erano 16,2% l’anno prima). E dei trasformatori (12,6 contro 13,8%) . Tra i prodotti principali di origine animale, da segnalare gli oltre 3 mila allevamenti per il Pecorino romano (13 mila produttori che gestiscono altrettanti allevamenti, +17,4% rispetto al 2017) e per il Pecorino sardo (produttori e strutture superano le 7,2 mila unità, +0,9%).

Tra le carni, si confermano al vertice l’Agnello di Sardegna (+4,8%) e il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale (+1% produttori, +1,2% per allevamenti). Nella preparazione delle carni, il numero di produttori varia tra 2.790 (Jambon de Bosses della Val d’Aosta) e 3.123 (Ciauscolo). Per i prodotti di origine vegetale, con più di 3 mila ettari di superficie, la SAU per la coltivazione di ortofrutticoli e cereali cresce del 15% rispetto al 2017. Le maggiori quote di superficie spettano alla Mela Alto Adige o Sutditorel Apfel, Fungo di Borgotaro e Pomodoro di San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino. Questi tre, in totale, coprono il 45% della SAU destinata al settore.

Restando ai prodotti di origine vegetale, più di 135 mila ettari, -9,8% rispetto al 2017, sono destinati alla produzione di Olio extravergine di oliva. Tra i primi cinque prodotti troviamo olio Toscano, la Terra di Bari, la Sicilia e Olio di Calabria. Complessivamente, per la coltivazione di questi prodotti, s’impiega il 73% della SAU totale di questo settore.

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