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Golden power anche per l’agroalimentare italiano

Golden power anche per l’agroalimentare italiano

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, plaude all'annuncio del ministro Stefano Patuanelli a difesa dei marchi e delle imprese nostrane

La difesa e la tutela del marchi agroalimentari italiani a tutti i costi dopo che tre su quattro sono finiti in mani straniere e vengono sfruttati per vendere prodotti che niente hanno a che vedere con il nostro Paese, dagli ingredienti agli stabilimenti di produzione. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, commenta positivamente l’annuncio di Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, ossia voler estendere anche al campo alimentare il golden power anti shopping straniero a difesa delle imprese nostrane.

Finora, le mani stranieri sulle aziende agroalimentari italiane non erano state ostacolate, se non sporadicamente. E così, anno dopo anno, abbiamo visto volare all’estero l’olio Bertolli, Carapelli, Sasso, Sagra e Filippo Berio, la pasta Buitoni e la pasta Del Verde, il latte e formaggi di Parmalat, Galbani, Invernizzi, Locatelli e delle Fattorie Scaldasole, i salumi Fiorucci, la birra Peroni, i gelati Grom, Antica gelateria del Corso e Algida, , i cioccolatini Perugina e Pernigotti, lo spumante Gancia, l’Orzo Bimbo, i cracker Saiwa, le bibite San Pellegrino, i liquori Stock, le caramelle la Sperlari ma anche Acetum spa, principale produttore italiano dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, e la Nuova Castelli che è il principale esportatore di Parmigiano Reggiano Dop.

Prandini spiega: “L’emergenza coronavirus che ha ridotto gli scambi commerciali, per la chiusura delle frontiere e le difficoltà nei trasporti sta facendo emergere la consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e di sicurezza. In questo momento, l’Italia è il Paese con più controlli e maggiore sostenibilità, ne potrà trarre certamente beneficio, ma occorre invertire la tendenza del passato a sottovalutare il potenziale agricolo e alimentare nazionale”.

Coldiretti dice: “A partire dall’esigenza immediata di rendere subito operativi voucher agricoli semplificati per studenti, pensionati e cassa integrati per sopperire alla mancanza di lavoratori dall’estero dopo che la chiusura delle frontiere ha limitato l’ingresso dei 370 mila lavoratori stranieri che annualmente contribuiscono nei campi alla produzione di un quarto del Made in Italy alimentare”.

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