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Sanità Made in Italy: l’appello di Ignazio Marino

Sanità Made in Italy: l’appello di Ignazio Marino

"Il mondo guarda l'Italia in questo momento. Tornare a investire nella sanità e negli strumenti sanitari invece che negli armamenti"

In un’intervista al Manifesto l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino lancia l’appello: “Basta con gli armamenti, torniamo a finanziare la sanità pubblica. Il mondo vi guarda, l’Italia è un modello anche per altri Paesi”. L’ex primo cittadino capitolino si trova a Philadelphia, dal 2016 si occupa di nuovo di trapianti alla Thomas Jefferson University. La sua esperienza politica lo ha visto anche come presidente della Commissione Sanità del Senato. Segue naturalmente con interesse e apprensione l’evolversi dell’emergenza coronavirus.

Il made in Italy sanitario è al centro dell’attenzione. “Spero che, in futuro, governi e parlamenti terranno presente quanto sia importante investire in sanità e ricerca. Un esempio. Ogni anno il 15% dei nuovi medici specialisti italiani espatria, per un totale di oltre 10 mila nell’ultimo decennio. Per ciascuno di loro, l’Italia ha speso 500 mila euro circa per formarli e poi, da moltissimi anni, creare le condizioni di impiego peggiori e li spinge a scegliere di lavorare in altri Paesi che non hanno investito un euro nella loro formazione. Quando presiedevo la Commissione Sanità del Senato, non ho mai sentito nessuno che affermasse che non si debba investire di più in sanità e ricerca, salvo poi tagliare e proteggere invece nelle varie finanziarie i soldi per gli F-35. Anche il governo attuale ha confermato gli impegni di spesa per gli F-35. Proprio la settimana scorsa il ministero della Difesa italiano ha inviato in Nevada alcuni tra i nostri migliori piloti militari per prendere parte ad una esercitazione con gli F-35, il cui costo unitario supera i 100 milioni di dollari, quando non abbiamo un numero adeguato di letti in rianimazione”.

L’Italia come viene vista all’estero in questo momento? “Gli scienziati e i medici a livello internazionale hanno molta stima dei loro colleghi italiani. Negli Usa molti pensano che dovremmo adottare al più presto le stesse misure adottate dall’Italia nelle ultime settimane. Pochi giorni fa The Economist, che non risparmia spesso critiche ai nostri governi, ha suggerito di utilizzare la risposta della sanità pubblica italiana come esempio per gli altri Paesi europei”.’

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