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Produzione alimentare: +6,8% a gennaio

Produzione alimentare: +6,8% a gennaio

Non c'è quindi ragione per dare l'assalto a negozi, mercati e supermercati perché le scorte di cibo e di bevande ci sono e non ci saranno chiusure

A gennaio, in Italia, c’è stato un aumento della produzione alimentare del 6,8 per cento. Ecco perché è assolutamente inutile assaltare i negozi e i supermercati, creando pericolosi assembramenti. L’appello arriva direttamente da Coldiretti, che si basa sui dati Istat relativi alla produzione industriale rilevata a gennaio scorso.

“L’approvvigionamento alimentare è garantito dal lavoro di 740 mila aziende agricole, 70 mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, mercati e discount”. Allargando la filiera alla ristorazione, si arriva a un valore di 538 miliardi di euro, il 25 per cento del Pil, con 3,8 milioni di persone impegnate. Non nasconde, Coldiretti, le difficoltà causate dal coronavirus “a livello produttivo, logistico e commerciale”, senza tralasciare i “danni d’immagine e gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle fiere, momento importante di promozione”.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, chiede dunque sostegno e misure straordinarie “per dare continuità alle attività produttive che, a partire dalle campagna e dalle stalle con gli animali, non si possono fermare”. Aggiunge: “Serve un intervento diretto dell’Unione Europea che non si può limitare ad autorizzare lo sforamento del deficit italiano, ma deve investire risorse proprie per accompagnare l’impegno dei singoli Paesi”.

Coldiretti intanto continua nel suo impegno #mangiaitaliano, per promuovere cibo e bevande Made in Italy, con una campagna social a cui stanno aderendo diversi personaggi del cinema, della tv, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della ricerca e della cultura, oltre a gente comune.

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