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Nero Norcia: incontro sul testo di legge in discussione al Senato

Nero Norcia: incontro sul testo di legge in discussione al Senato

Morroni: "Ci auguriamo che il Testo unico possa essere il preludio a una legge che consenta di disciplinare l'intero settore tartuficolo"

Primo incontro di approfondimento durante Nero Norcia, la mostra mercato del tartufo nero pregiato e dei prodotti tipici: ‘La risorsa tartufigena del territorio: potenzialità, problematiche e prospettive future’. Si è parlato del disegno di legge che si sta discutendo in Senato sul ‘Testo unificato sui tartufi’. Un aggiornamento, in pratica, rispetto alle norme che risalgono alla legge 752 del 1985.

Hanno partecipato Giuliano Boccanera, vice sindaco di Norcia, i senatori Francesco Mollame e Mino Tarrico, che fanno parte della Commissione agricoltura del Senato e che sono tra i primi firmatari della legge in questione, Enrico Vidale, docente dell’Università di Padova, Pietro Oieni, ministero delle Politiche agricole, forestali e alimentari, Roberto Morroni, assessore regionale dell’Umbria alle Politiche agricole e agroforestali. A moderare l’incontro Domizia Donini, insegnante al Dipartimento di agraria dell’Università di Perugia.

Morroni ha detto:  “L’esigenza di un adeguamento dell’impianto normativo si sentiva da tempo. Ci auguriamo che la definizione di un Testo unico possa essere il preludio a una legge che consenta di disciplinare il settore. Ricordo che l’Umbria è la regione che in questo contesto vanta un primato nella produzione e nella trasformazione, è uno dei nostri punti di forza e una delle nostre eccellenze. C’è sicuramente ancora molto da lavorare per far sì che questa meraviglia, frutto della nostra terra, possa esprimere a pieno tutte le sue potenzialità”.

Parola quindi a Mollane: “Il tartufo è patrimonio culturale ed economico italiano, quindi è necessario regolare questa materia con norme che garantiscano ai produttori una corretta commercializzazione, tuteli i consumatori e permetta di rispettare il territorio e l’ambiente. Il disegno di legge intende normare tutte le tematiche legate alla tartuficoltura, dalle regole fondamentali per cavare i tartufi alle norme per commercializzarli, passando per il rispetto delle tartufaie controllate e coltivate”.

Tarrico ha aggiunto: “Il tartufo è un biglietto da visita di interi territori a livello mondiale, un patrimonio che va salvaguardato sia sul fronte ambientale, con regole che tutelino il modo di rapportarsi dei cittadini e dei tartuficoltori con il territorio tartufigeno, sia sul fronte commerciale. Oggi, infatti, il tartufo ha assunto anche un interesse economico straordinario. Ci sono territori dell’Italia e dell’Europa, che prima non curavano i tartufi, che stanno diventano tartuficoltori con l’unica finalità di fare reddito. Il rischio è di compromettere l’immagine del tartufo”. Per poi dire ancora: “Noi abbiamo una serie di regioni che hanno già delle norme mentre ci sono aree del Paese che non hanno regole. Occorre quindi una norma nazionale che inquadri le leggi regionali”.

A margine dell’approfondimento, ha parlato pure Michele Boscagli, presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo: “Oltre alla tracciabilità del prodotto e alla salvaguardia dell’ambiente, chiediamo che nella nuova legge vengano previste delle risorse che possano aiutare chi vuole coltivare il tartufo e chi va a cercare i tartufi nei terreni liberi ma ha bisogno di un aiuto per il mantenimento del territorio”.

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