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Italia: sempre di meno e più anziani

Italia: sempre di meno e più anziani

Al primo gennaio 2020, i residenti erano 60 milioni e 317 mila, vale a dire 116 mila in meno rispetto a dodici mesi prima. Calo deciso al Sud e al Centro

Gli italiani sono sempre di meno. Lo segnala l’Istat. Al primo gennaio 2020, i residenti erano 60 milioni e 317 mila, vale a dire 116 mila in meno rispetto a dodici mesi prima. Il calo è ‘deciso’ in particolare nel Mezzogiorno e al Centro, mentre al Nord si cresce piuttosto bene: in particolare a Bolzano (5 per mille), Trento (3,6 per mille), in Lombardia e in Emilia Romagna.

Tra le regioni centrali, quella con il minor tasso di perdita è la Toscana. Le nascite risultano essere meno dei decessi nel nostro Paese: 435 mila contro 647 mila. Il che conferma anche come l’Italia sia una nazione vecchia. L’Istat lancia l’allarme rosso: “Si tratta del più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918”.

La differenza è di 212 mila unità. Per ogni 100 persone che muoiono, ne nascono 67. Solo dieci anni fa erano 96. L’età media si alza. È il quinto anno consecutivo che la popolazione residente diminuisce. E questo nonostante il saldo migratorio con l’estero risulti positivo. Nel 2019 per 143 mila persone (307 mila nuove iscrizioni e 164 mila cancellazioni). Si riducono gli ingressi degli stranieri in Italia: 25 in meno in un anno e 34 mila in meno rispetto al 2017. Oggi la popolazione straniera è l’8,9 per cento del totale. Il problema, in questo caso, è degli italiani che vanno a vivere all’estero, un numero maggiore di quelli che rientrano: il saldo è negativo per 77 mila unità, mentre quello degli stranieri è positivo per 220 mila.

Il numero di figli per donne resta costante, 1,29, ma sono le donne in età fertile (dai 15 ai 49 anni) che sono di meno, -180 mila. Si alza l’età del parto, oggi di 32,1 anni. Le ultraquarantenni fanno più figli di chi ha meno di 20 anni, quasi non esiste più il divario con la fascia 20-24 anni. Al Nord si registra una maggiore fecondità: il numero di figli per donna è di 1,36, con il primato a Bolzano (1,69), seguito da Trento (1.43). A seguire Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Al Nord si vive anche di più, l’età media si è allungata di un mese: 81 anni per gli uomini, 85,3 per le donne. Al Sud si abbassa, 80,2 e 84,5 rispettivamente. Nel Nordest si arriva a 81,6 e 85,9 anni. Il record di sopravvivenza lo riscontriamo a Trento, dove le donne arrivano a un’età media di 86,6 anni. Si tratta del livello più alto mai toccato in Italia per una singola regione.

Oggi, dunque, il Paese è composto da 55 milioni di italiani e 5,4 milioni di stranieri. L’Emilia Romagna è la regione con la maggiore incidenza di non italiani, 12,6 per cento, poi la Lombardia (12%) e il Lazio (11,7%). Infine, al Sud l’Italia è più giovane: gli ultrasessantacinquenni hanno un’incidenza del 21,6% contro il 23,9% del Nord e il 23,8% del Centro.

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