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Sempre più gelati d’inverno

Sempre più gelati d’inverno

La stagione particolarmente mite induce le gelaterie a ritardare la chiusura e a proporre sempre più spesso la specialità della casa

Rinunciare a un gelato d’estate è difficile, ma sta diventando complicato anche in inverno, soprattutto quando il clima è mite come in questo 2019/2020. Una vera e propria impennata, in Italia, secondo Coldiretti. Con gennaio che è stato il mese più caldo di sempre – temperature di 3,1 gradi superiori al periodo di riferimento 1981 – 2010 (Copernicus Climate Change Service) in Europa – anche alle nostre latitudini coni e coppette sono tornate d’attualità.

Sono sempre di più le gelaterie che ritardano la chiusura, si va verso la destagionalizzazione, anche se l’estate resta il periodo più propizio per acquistare un gelato. Nel 2019, i consumi hanno superato i sei chili a testa, in Italia. Il gelato artigianale ai gusti storici comanda, ma cresce la tendenza delle varie gelaterie a offrire la specialità della casa. Sono 39 mila circa le gelaterie presenti nello Stivale, l’impatto sull’indotto è di 220 mila tonnellate di latte, 64 mila di zuccheri, 21 mila di frutta fresca e 29 mila di altre materie prime.

Un vero e proprio boom è stato quello delle agrigelaterie, che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta, con gusti che vanno dal latte di asina a quello di bufala e di capra. Nelle agrigelaterie si cura particolarmente la selezione delle materie prime, naturalmente fresche e a chilometro zero. Si risparmia così sull’energia, evitando il trasporto che genera inquinamento.

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