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Tessile: nel 2019 cala il Made in Italy

Tessile: nel 2019 cala il Made in Italy

L'anno appena terminato si è chiuso con un fatturato di 7,6 miliardi di euro, vale a dire il 4,7 per cento in meno rispetto all'anno precedente

Cala la tessitura Made in Italy, secondo gli ultimi dati del Centro Studi di Confindustria Moda. Sono compresi, nel calcolo, i settori laniero, cotoniero, liniero, serico e a maglia. Il 2019 si è chiuso con un fatturato di 7,6 miliardi di euro, vale a dire il 4,7 per cento in meno rispetto all’anno precedente.

A prevalere sugli altri è in comparto laniero, che concorre per il 41 per cento al fatturato dell’intero settore della tessitura. A seguire la tessitura serica, 18,6 per cento, quella cotoniera, 18,1 per cento, quella a maglia, 17,9 per cento, quella liniera, 4,4 per cento. I tessuti di lana hanno però interrotto un trend positivo che durava da cinque anni, e sono stati quelli che più hanno sofferto insieme a quelli di cotone. La tessitura di seta e di lino ha solo parzialmente attenuato l’andamento negativo dell’intero settore.

Andiamo a vedere ora l’export. Quello complessivo ha superato di poco i 4,14 miliardi di euro, in calo del 3,8 per cento rispetto al 2018. Le importazioni hanno conseguito una flessione dello 0,5 per cento, fermandosi a 1,9 miliardi di euro. L’attivo della bilancia commerciale di comparto evidenzia una flessione di 154 milioni di euro, attestandosi a 2,26 miliardi di euro circa.

Abbiamo un export che si è rinforzato verso la Francia (+2,2 per cento), gli Stati Uniti (+3,1 per cento), la Spagna (+5,1 per cento), il Portogallo (+10,4 per cento), il Giappone (+8,5 per cento) e la Bulgaria (+11,5 per cento). Altri mercati strategici, come Germania, Hong Kong, Cina, Turchia e Tunisia hanno invece cali, rispettivamente, del 15,3 per cento, del 19,2 per cento, del 6,5 per cento, del 15,3 per cento e dell’11,8 per cento. Cina+Hong Kong e Germania si confermano comunque i mercati di sbocco più importanti, con un’incidenza sul totale del 9,9 e dell’8,3 per cento. La Cina assicura il 27,4% dei tessuti importati in Italia, la Turchia il 19,1%. Al terzo posto, troviamo il Pakistan con una quota di mercato dell’8,1%.

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