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Capodanno: mezzo miliardo di avanzi

Capodanno: mezzo miliardo di avanzi

La maggior parte degli avanzi viene riciclata, c'è chi fa donazioni e chi è riuscito a mangiare tutto ciò che aveva cucinato per il cenone

Mezzo miliardo di avanzi sulle tavole per le feste di fine anno. Emerge dall’indagine di Coldiretti/Ixé. L’83 per cento degli italiani utilizza comunque ciò che è avanzato dal cenone per evitare sprechi, ma anche per motivi ambientali ed etici. Appena il 15 per cento delle famiglie è riuscita a non avanzare nulla, il 2 per cento dona in beneficenza.

Ma come si recupera il cibo del giorno prima? La maggior parte fa polpette e polpettoni, così come tartare di pesce. E poi ci sono le frittate, per dare un gusto nuovo ai piatti a base di verdura e di pasta. Ultima, ma non ultima, la ratatouille. La frutta secca, invece, può essere facilmente caramellata per diventare torrone; quella fresca può dare vita a pasticciate, marmellate e macedonie. Infine, ci sono panettoni e pandori che vengono farciti con creme, sempre per dare nuovo sapore.

“Recuperare il cibo è una scelta che fa bene all’economia e all’ambiente, anche con una minore produzione di rifiuti”. Effettivamente. Nessuno degli intervistati ha detto di aver buttato gli avanzi nell’immondizia.

Ma quanto abbiamo speso per il cenone di fine 2019? Circa 2,4 miliardi di euro, il 14 per cento in più rispetto all’anno prima. Per Capodanno sono state stappate 74 milioni di bottiglie di spumante, sono stati consumati sei milioni di chili di cotechini e zamponi, così come milioni di chili di lenticchie. I primi, secondo la tradizione popolare, dovrebbero portare salute, le seconde soldi e fortuna.

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