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Transumanza: è Patrimonio Mondiale dell’Unesco

Transumanza: è Patrimonio Mondiale dell’Unesco

La candidatura, con regione guida italiana la Campania, era stata presentata due anni fa dall'Italia, dalla Grecia e dall'Austria

La Transumanza entra a far parte dei patrimoni culturali dell’umanità dell’Unesco. Il dossier per la candidatura era stato presentato due anni fa da Italia (capofila), Grecia e Austria e ora è stato approvato all’unanimità dal Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, che si è riunito a Bogotà.

A lanciare l’iniziativa era stata la Regione Campania, con un pool di esperti guidato dal professor Pier Luigi Petrillo. Per questa regione, siamo al decimo riconoscimento dopo Dieta Mediterranea, Arte dei Pizzaiuoli Napoletano, Macchine a spalla di Nola, Centro storico di Napoli, Reggia di Caserta, complesso monumentale di Santa Sofia a Benevento, Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento. La Campania è ora la prima regione italiana per siti ed elementi iscritti nelle Liste dei Patrimoni culturali materiali e immateriali.

La Transumanza è un’antichissima arte della pastorizia, è la migrazione stagionale del bestiame lungo le rotte di Mediterraneo e Alpi. Stiamo parlando della preistoria come data d’inizio, in Italia si è sviluppata in particolare tramite le vie erbose dei tratturi. La candidatura, pur vedendo la Regione Campania come Autorità principale competente per la salvaguardia dell’antica tradizione, vede l’Italia unita dalle Alpi al Tavoliere. Proprio in Campania, a emblema di questa tradizione, c’è l’antico tratturo di Lacedonia, in Alta Irpinia, utilizzato in parte anche oggi per il passaggio del bestiame.

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