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Pecorino Romano: il Consorzio presente a New York

Pecorino Romano: il Consorzio presente a New York

I due vicepresidenti negli States per difendere il Made in italy, l'alta qualità e i marchi Dop e per lottare contro il sistema dei dazi di Trump

C’era anche il Consorzio di tutela del Pecorino Romano a New York, all’evento #Istandwithitalianfood, organizzato in occasione della IV Settimana della cucina italiana nel mondo. Oggi, la produzione del formaggio più esportato al mondo coinvolge più di 12 mila allevamenti, 40 industrie all’avanguardia impegnate nella trasformazione, oltre 100 mila lavoratori nell’indotto.

Presenti in Usa i due vicepresidenti del Consorzio, Gianni Maoddi e Leonardo Tilocca. Il primo dice: “Il merito del successo di questo formaggio va ai nostri connazionali emigrati tra fine ‘800 e inizio ‘900. Hanno saputo trasmettere la nostra cultura e poi passare il testimone agli chef”. Ogni anno vengono prodotte 30 mila tonnellate di pecorino romano (un milione di forme), quasi il 50 per cento è per il mercato americano. Fortunatamente, i dazi imposti da Donald Trump non lo hanno interessato. E qui il merito va alle battaglie del Consorzio, che ha puntato sull’esclusività della materia prima, il latte di pecora, praticamente assente negli Stati Uniti, e sull’indotto che alimenta arrivato a destinazione.

“Ci auguriamo che nei prossimi mesi il sistema del carosello non penalizzi il nostro prodotto. Sarebbe un danno incalcolabile per l’intero sistema produttivo”.

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