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Olio extravergine Made in Italy: produzione riprende a salire

Olio extravergine Made in Italy: produzione riprende a salire

Dopo aver toccato il fondo l'anno passato, Coldiretti stima un aumento dell'80 per cento, con 315 milioni di chili prodotti quest'anno

Comincia la vendita dell’olio nuovo in tutta Italia, con una produzione di extravergine stimato di ben l’80 per cento in più rispetto allo scorso anno, quando ci fu un tonfo pesantissimo. La raccolta delle olive è stata già completata per metà. Coldiretti fa sapere che si punta a produrre più di 315 milioni di chili, cifra comunque ben al di sotto della media degli ultimi dieci anni.

Secondo i primi dati disponibili, la Spagna dovrebbe produrre 1,35 milioni di tonnellate, meno rispetto a 1,77 dell’anno scorso, la Grecia raggiungerà quota 300 mila, in forte crescita rispetto a 185 mila di dodici mesi fa. In Italia, la produzione torna a crescere al Centro-Sud, mentre al Nord si prevede un calo.

Pesa, sul mercato, il prezzo basso delle olive e dell’olio riconosciuto agli agricoltori, con valori al di sotto del costo di produzione, in calo fino al 40 per cento rispetto all’anno scorso in Puglia, dove c’è un vero e proprio magazzino di olio italiano (se ne produce oltre la metà del totale nazionale). Nei primi otto mesi dell’anno, si registra un aumento del 48 per cento di olio proveniente dalla penisola iberica per 280 milioni di chili, “spesso mescolati con olio nazionale per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza d’italianità da sfruttare sui mercati nazionali e mondiali”. Ecco quindi i supermercati pieni di prodotti di scarsa qualità, a prezzi stracciati. Un danno proprio mentre sta arrivando l’olio nuovo Made in Italy, la cui ottima produzione rischia di venire vanificata.

“La Spagna si conferma il primo importatore in Italia, con oltre i tre quarti del totale delle vendite nel nostro Paese che sono salite complessivamente a 363 milioni di chili nei primi otto mesi del 2019, in aumento del 9 per cento,. Al secondo posto la Grecia, poi la Tunisia”.

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