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Made in Italy la prima stampante in 3D per l’acciaio

Made in Italy la prima stampante in 3D per l’acciaio

Notevole il risparmio dal punto di vista delle ore lavorate, ma si abbattono pesantemente anche i costi di poduzione

La prima stampante in 3D che modella l’acciaio è Made in Italy. Crea così componenti meccanici complessi, necessari a far funzionare sistemi e macchine industriali. Si abbattono tempi e costi di produzione rispetto ai metodi tradizionali, dando una mano non solo alle grandi imprese, ma anche alle medie e alle piccole. Il suo nome è 3D4Steel.

Ivano Corsini, fondatore della 3D4MEC srl, spiega: “Dal lavoro degli ingegneri fino ai cinque brevetti esclusivi, questa tecnologia è interamente italiana. Può trovare applicazione in svariati settori, nel packaging, nella meccanica, nell’automazione. Si adatta alle esigenze più diverse, facendo risparmiare ore e risorse finanziarie”.

Il lavoro della macchina si basa sull’additive manufacturing. La produzione dell’oggetto inizia dal modello 3D che viene stampato strato dopo strato. “La nostra tecnologia processa tutte le polveri di acciaio non reattive. Un fascio laser fonde queste particelle, permettendo la solidificazione su quello precedente, procedendo dal basso verso l’alto”.

I benefici sono tanti, a partire dal materiale usato: “Ci siamo focalizzati sull’uso dell’acciaio perché è il metallo più versatile, economico e reperibile sul mercato. Esistono più di 150 tipi di polvere di acciaio, costano meno del titanio o di altre polveri reattive. Il cliente può fornirsi dal fornitore che preferisce, scegliendo quelle che più lo soddisfano”. La convenienza si sposta poi sul processo produttivo: “Il primo componente realizzato è stato un braccetto piegatore: ci abbiamo messo il 31,8 per cento in meno rispetto a quanto avremmo fatto con il metodo tradizionale, risparmiando il 17,13 per cento nei costi”.

La stampante costa 250 mila euro circa. “Questa è la cifra di partenza, che cresce a seconda delle funzionalità che la stampante deve avere. Un prezzo che comprende anche la formazione del personale che poi la dovrà utilizzare”.

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