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Dazi Usa: consumi di prodotti italiani -20%

Dazi Usa: consumi di prodotti italiani -20%

A un mese dall'attivazione dei dazi, i consumatori americani e pure i ristoratori hanno smesso di acquistare i cibi italiani, a causa dei rincari dei prezzi imposti dall'amministrazione Trump

Un mese fa si sono attivati i dazi americani sui prodotti dell’Unione Europea. E Coldiretti lancia l’allarme: “Sono calate del 20 per cento le vendite di prodotti agroalimentari Made in Italy negli stati Uniti”. Dazi che colpiscono tra gli altri formaggi, salumi e liquori della nostra penisola. Nella lista americana ci sono beni alimentari nostrani per un export da mezzo miliardo di euro.

Gli aumenti delle tariffe hanno fatto rincarare i prezzi al consumo e, immediatamente, gli americani hanno smesso di acquistare cibo tricolore, così come i ristoratori. I dazi su Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono passati da 2,15 dollari al chilo a 6 dollari circa al chilo. Il consumatore americano che voglia acquistare il nostro formaggio dovrà dunque pagare da 40 a circa 45 dollari al chilo.

L’amministrazione che fa capo a Donald Trump ha anche minacciato di volersi avvalere della cosiddetta clausola del carosello, ossia cambiare periodicamente i prodotti nella black list e pure le percentuali dei dazi, dopo 120 giorni e poi ancora ogni 180 giorni. “In attesa della sentenza del Wto sui sussidi americani a Boeing e degli sviluppi del negoziato, è sempre più urgente l’attivazione di aiuti compensativi ai settori più duramente colpiti” fa sapere Ettore Prandini, il presidente di Coldiretti.

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