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Rapporto Svimez: il Sud è entrato in recessione

Rapporto Svimez: il Sud è entrato in recessione

Dal 2000 a oggi il Mezzogiorno ha perso due milioni di persone, metà delle quali con meno di 34 anni, quasi un quinto con una laurea sotto il braccio. Allarme italiano per il 2065

Il Sud Italia, dal 2000, ha perso due milioni di persone. Più precisamente, due milioni e 15 mila residenti. A dirlo è il Rapporto Svimez. La metà di coloro che se ne sono andati hanno fino a 34 anni, quasi un quinto sono laureati. Si critica apertamente il reddito di cittadinanza: “Misura utile per la povertà, ma il cui impatto sul mercato del lavoro è nullo”.

Nel nostro Paese, intanto, è stato raggiunto il minimo storico della nascite, con 157 mila neonati al Sud, 6 mila in meno rispetto al 2017. “Il contributo apportato dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli”. Nell’ultimo decennio, il gap Nord – Sud dal punto di vista lavorativo è salito dal 19,6 al 21,6%. “Un trend che significa che i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro nord sono tre milioni. La crescita dell’occupazione nel primo semestre del 2018 riguarda solo il Centro nord (137 mila in più), mentre nel Mezzogiorno siamo a -27mila”.

Senza inversione di tendenza, “nel 2065 la popolazione in età da lavoro diminuirà del 15% nel Centro nord (-3,9 milioni) e del 40% nel Sud (-5,2 milioni)”. “L’Italia perderà quasi un quarto del Pil, il Sud oltre un terzo”. Come cambiare le cose? “Con un significativo aumento del tasso occupazionale, in particolare di quello femminile”.

Altra cattiva notizia per il Mezzogiorno: è entrato in recessione. Il Pil stimato è in calo dello 0,2% contro il +0,3% del Centro nord (la media nazionale è +0,2%). Nel 2020 dovrebbe esserci una ripresa debole, con il Sud che crescerà non più dello 0,2%, contro il +0,6% del Paese. “Nel 2018 il Pil del Meridione è ancora oltre 10 punti sotto i livelli del 2008 e nel Centro nord mancano ancora 2,4 punti percentuali”.

Sul Rapporto Svimez è intervenuto il premier Giuseppe Conte: “Se riparte il Sud riparte l’Italia. Non è uno slogan, ma un’affermazione che nasce da una consapevolezza che deve guidare l’azione del governo. Negli ultimi 20 anni la politica ha disinvestito nel Sud, con conseguenze per tutto il Paese, che ha perso competitività a livello globale. È una tendenza da invertire”.

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