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Arrivano le castagne italiane, ma il raccolto è il -30% del 2018

Arrivano le castagne italiane, ma il raccolto è il -30% del 2018

Colpa del clima e degli insetti alieni. Attenzione al prodotto straniero spacciato per tricolore: ecco come fare per non incorrere in truffe

Ecco le castagne italiane, puntuali insieme all’autunno. Il raccolto però è in calo, circa il 30 per cento, rispetto all’anno scorso a causa del clima e degli insetti alieni. Il monitoraggio di Coldiretti stima una produzione inferiore ai 25 milioni di chili, anche se con sostanziali differenze a seconda della zona. I cali si registrano specialmente in Campania, in parte della Toscana, in Emilia Romagna e in Veneto, segnali positivi arrivano dal Piemonte.

A incidere è stato in particolare il cinipide galligeno del castagno, proveniente dalla Cina, ormai presente da anni nei boschi italiani, che causa nelle piante la formazione di galle, ossia ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni. È già stata avviata una battaglia biologica contro questo insetto, diffondendo il Torymus sinensis, antagonista naturale, che limita i danni del cinipide, ma che a causa del clima in alcune zone è stato limitato nell’azione.

Facciamo un esempio quantitativo: nel 1911 producevamo 829 milioni di chili di castagne, dieci anni fa arrivavamo ancora a 55 milioni di chili. Con un raccolto così magro, il rischio adesso è trovarsi nel piatto castagne provenienti dal Portogallo, dalla Turchia, dalla Spagna e dalla Grecia, considerato l’aumento del 18% delle importazioni nei primi sei mesi, dopo che già nel 2018 erano arrivati in Italia dall’estero ben 36 milioni di chili, spacciati per nostrani. Coldiretti chiede dunque maggiori controlli sull’origine delle castagne messe in vendita.

Il consiglio è di ricorrere al fai da te casalingo per non incorrere in truffe. E per trovare le castagne da fare poi in casa ci si può rivolgere a Campagna Amica o alle sagre in programma un po’ dappertutto in autunno. Si può anche rivolgersi alle imprese agricole e partecipare alla raccolta nei boschi. Coldiretti ricorda che l’Italia vanta 15 prodotti a denominazione di origine a livello europeo. Cinque si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino/Castagna di Serino IGP, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, e i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano DOP. A questi si aggiungono due mieli di castagno: il Miele della Lunigiana DOP della Toscana e il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP del Veneto.

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