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Sulla Luna ci sarà anche l’Italia

Sulla Luna ci sarà anche l’Italia

La Nasa ha scelto l'impresa torinese di Argotec per riprendere il nuovo sbarco sul satellite, nel quadro del progetto denominato Artemis

Sofisticate tecnologie di frontiera made in Torino sono state scelte dalla Nasa per documentare la prossima missione lunare Artemis. Stiamo parlando di Argotec che ha creato un parallelepipedo bianco con due ali di pannelli solari e una parte frontale che ospita due telecamere. Ci sarà anche l’Italia, dunque, quando torneremo sulla Luna.

L’oggetto creato a Torino dovrà sganciarsi in fretta dalla sonda principale, accendersi e orientarsi correttamente per poi effettuare le riprese. Argotec è una pmi, nata nel 2008 e, in pochi anni, capace di costruirsi credibilità mondiale. Non è la prima volta che la Nasa guarda in questa direzione. Potremmo parlare di Dart, progetto in cui un satellite Argotec dovrà sganciarsi dalla sonda americana, a dieci milioni di chilometri di distanza dalla Terra, e riprendere l’impatto con un asteroide target, prova necessaria di un eventuale intervento di deviazione per evitare un impatto con il nostro pianeta.

Argotec non costruisce solamente satelliti, ma anche sistemi e servizi per il comfort degli astronauti. Insieme a Lavazza, in passato, è stato possibile costruire la prima macchina del caffè orbitale. Ora si punta a qualcosa in più per il progetto Open Space. “Abbiamo già siglato 25 lettere di intenti con altrettante aziende, c’è grande interesse. Le imprese realizzano come lo spazio non sia solo una leva di marketing e di immagine, ma può offrire ricadute innovative inaspettate”. Il servizio proposto è un ‘passaggio’ guidato nello spazio. Per iniziare, uomini di Argotec lavorano con il partner per valutare le implicazioni chimiche, elettroniche, meccaniche o di sicurezza del progetto.

David Avino è il fondatore di Argotec e lancia un messaggio forte e chiaro: “Vedo opportunità per molte realtà del made in Italy: dal mondo del food al luxury, dall’illuminazione alla meccanica, oppure alla farmaceutica. Con il vantaggio ora di vedere un mercato che si allarga dagli enti governativi ai privati, e in cui il concetto di turismo spaziale non è più relegato alla fantascienza. L’otto novembre, in Borsa a Milano, presenteremo il progetto, che in sintesi è un invito a venire nello spazio con noi”.

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