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Agricoltura sociale, arriva il decreto: il plauso di Coldiretti

Agricoltura sociale, arriva il decreto: il plauso di Coldiretti

A quattro anni dalla legge, pubblicato il decreto attuativo: dall'ortoterapia all'agriasilo, ora c'è il riconoscimento da parte dello Stato

Sul sito del ministero dell’Agricoltura è stato pubblicato il decreto che definisce i requisiti minimi e le modalità previste dall’articolo 2, comma 1, della legge 141/2015 sull’agricoltura sociale. Ed è arrivato l’apprezzamento da parte di Coldiretti.

Nelle aree rurali e in quelle periurbane, spiega l’Associazione, “ci sono migliaia di realtà molto diversificate che dopo un attesa di quattro anni dalla legge avranno finalmente un punto di riferimento per le proprie attività in ambito sociale. C’è chi si occupa di persone con problemi di dipendenza (droga in particolare, e alcol), chi all’ortotertapia, ippoterapia e altre attività a favore di disabili fisici e psichici di diversa gravità. Ci sono realtà che seguono il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata) o che puntano allo sviluppo di un’attività agricola per il miglioramento del benessere e della società (agriasilo, orti per anziani). Una realtà variegata dove è significativa la percentuale di realtà (45%) che attuano l’inserimento socio lavorativo, di supporto alla quotidianità e all’inclusione sociale (25%), spesso indirizzata agli studenti, riabilitazione e servizi terapeutici (20%) ed educazione ambientale (10%)”.

Il decreto fa chiarezza: “Le aziende agricole in forma singola o associata e le cooperative sociali il cui reddito da attività agricola debba essere superiore al 30% del totale possono essere riconosciute come soggetti che erogano servizi di agricoltura sociale. Tra gli utenti di tali servizi si considerano i lavoratori con disabilità e svantaggiati e i minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale; inoltre sono servizi di agricoltura sociale anche le prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana.

Anche le prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati che possono prevedere l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante, si possono considerare attività di agricoltura sociale. Infine sono riconosciuti tali anche i progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, quali iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica”.

È richiesta la presenza di figure professionali per l’erogazione dei servizi, da dimostrare mediante collaborazioni o convenzioni. Trovano spazio nel decreto anche gli animali utilizzati negli interventi assistiti per migliorare le condizioni di salute, le funzioni sociali, emotive e cognitive delle persone coinvolte, e gli orti sociali, condotti da soggetti riconosciuti per l’erogazione di servizi di agricoltura sociale.

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