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Confartigianato: export di alimenti e bevande made in Italy, +6,9% nel 2019

Confartigianato: export di alimenti e bevande made in Italy, +6,9% nel 2019

Il valore è di 35,3 miliardi, pari al 2 per cento del Pil. Tra i migliori clienti dell'Italia, ci sono due Paesi come il Giappone e gli Stati Uniti

Nei primi sei mesi del 2019, l’export di alimenti e bevande made in Italy è cresciuto del 6,9% contro il +2,5% del totale dell’export manifatturiero. Siamo dunque a 35,3 miliardi, pari al 2% del Pil, di valore su base annua per quel che riguarda le vendite di food italiano oltre confine. A segnalarlo è l’ultimo report di Confartigianato.

Tra i migliori clienti dell’Italia c’è il lontano Giappone, che fa segnare un aumento del 12,5% nell’acquisto di prodotti alimentari nostrani; a ruota ci sono gli Stati Uniti, con +12,4%. In crescita le esportazioni un po’ ovunque: Germania (+9,3%), Regno Unito (+7,7%), Paesi Bassi (+7,1%) e Francia (+6,6%).

Tiene bene la produzione alimentare. Nel primo semestre dell’anno c’è stato un incremento del 2,5%, contro il -1,2% della produzione del totale delle imprese manifatturiere. Il merito di questo ottimo risultato italiano va ricercato in particolare nelle piccole imprese. A livello nazionale, sono 445.665 gli addetti nel settore alimentare e bevande, il 61,3% (pari a 273.263) è impiegato in piccole imprese, il 35% (156.095) in imprese artigiane. Non solo: l’occupazione nel settore è salito negli ultimi cinque anni del 12,9%, ritmo più che doppio rispetto alla media dell’Unione Europea, pari al +5,1%.

Anche la tendenza è positiva. Tra agosto e ottobre 2019, infatti, sempre nel settore food, si prevede l’assunzione di 34.650 persone; di queste, 11.780 operai e artigiani specializzati nelle lavorazioni alimentari. Qui, però, va segnalato un problema: le imprese faticano a trovare i lavoratori più adatti.

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