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Il Rinascimento di Todi, Primieri: “Con Quattrini recuperiamo un personaggio illustre”

Il Rinascimento di Todi, Primieri: “Con Quattrini recuperiamo un personaggio illustre”

Si stanno restaurando le opere dell'artista tuderte, nei prossimi mesi verrà allestita una mostra apposita e si farà un catalogo
Il Rinascimento storico – artistico di Todi non si arresta. Oltre al Museo Beverly Pepper, si sta procedendo infatti al restauro dei bozzetti di gesso di Enrico Quattrini, scultore e cesellatore figlio di questa terra. L’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica Moreno Primieri spiega: “E’ un gioco di contaminazioni con artisti contemporanei che abbraccia anche il restauro della chiesa della SS. Trinità. L’occasione  ghiotta è proprio Quattrini, formatosi in giovane età a Todi, sua città natale. Stiamo parlando di uno dei maggiori artisti a livello internazionale, era giusto dargli lustro”.
Non nasconde, l’assessore, l’intenzione – alla fine dei restauri, “di dedicargli una mostra e un catalogo, che comprenda i 22 bozzetti e le opere più grandi. I tempi? Direi fine 2019 – inizio 2020. Tra l’altro, sappiamo che c’è anche una tesi di laurea su questo personaggio, dunque vorremmo coinvolgere pure gli studiosi”. Probabilmente, Quattrini sarà protagonista anche di una mostra fotografica: “L’idea è di utilizzare la Sala delle Pietre dove vorremmo esporre tutte le sue opere”.
Nata un po’ per caso, l’operazione di restauro dei lavori di Quadretti si inserisce all’interno del più ampio progetto ‘Attrattori Culturali’: “Questi bozzetti erano stati chiusi in un magazzino, li stiamo recuperando”. Primieri ha tante idee: “Potremmo anche allestire un laboratorio in cui lavorerebbero diversi artisti e ci sarebbe la possibilità, per i turisti, di vederli all’opera”.
Colui che sta restaurando bozzetti e opere di Quattrini è Mauro Masci, che quindi entra maggiormente nel dettaglio: “I lavori non solo erano in condizioni difficili per lo sporco accumulatosi, ma anche molto frammentati. Quindi abbiamo dovuto fare un’operazione di recupero e di riordino. Abbiamo cominciato a febbraio nel mio laboratorio con i 20 bozzetti in gesso, piccoli, tra cui anche alcuni busti; questo lavoro l’abbiamo ultimato. Da un mese circa siamo a Todi per lavorare sulle statue di dimensioni notevoli, tutte in gesso. Stiamo parlando di materiale molto delicato e fragile, che non si poteva spostare”.
Le opere in questione sono: una statua del vescovo brasiliano Brandao, un monumento funebre a Pio X (che si trova in Vaticano): “Si pensava fosse completamente frammentato, invece stiamo ritrovando i pezzi che metteremo insieme”, la Vergine di Montallegro: “Bellissima, in stile liberty”, la Statua della Legge di Palazzo Koch, a Roma: “Che non è mutila come pensavamo all’inizio, abbiamo infatti ritrovato le gambe e la tunica, il monumento a Santa Sofia: “Qualcuno purtroppo ha asportato l’angelo che era ai piedi della santa, la cui statua è in Vaticano”, la parte centrale della Lunetta fatta per il duomo di Arezzo e che rappresenta il miracolo di San Pietro. “La statua di Brandao ancora non l’abbiamo localizzata esattamente, sappiamo che è stata ultimata in bronzo”.
Così lavorava Quattrini: “Faceva delle piccole opere in gesso per dare un’idea al committente. Sono qui perché probabilmente la famiglia le ha donate alla città di Todi”.
È entusiasta Masci: “Stiamo effettuando un recupero di notevole importanza. Quattrini è stato uno dei più importanti rappresentanti dell’arte a cavallo tra fine Ottocento e la prima metà del Novecento. Io consiglio l’Amministrazione di raccogliere, alla fine, tutte le opere restaurate e dare una collocazione definitiva. Di non rimetterle in magazzino. E di fare una mostra monografica di Quattrini”.
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