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Istituto italiano design di Perugia: 20 anni, una sfilata e un libro

Istituto italiano design di Perugia: 20 anni, una sfilata e un libro

La pubblicazione uscirà a settembre, ma si possono già effettuare le prenotazioni. Il titolo è: '20 Iid, revisione ragionata dei venti anni dell'Istituto italiano design"

Tutto iniziò a Perugia nel 1999, quando nacque l’Istituto italiano design (Iid). Venerdì 28 giugno l’evento è stato celebrato degnamente, con una sfilata all’interno della Galleria nazionale dell’Umbria. Ospiti d’eccezione l’influencer e bogger cinese Danso dopo che l’Istituto ha iniziato una partnership con il Somaya College di Mumbai e aperto una filiale nella Città della moda di Shangai.

La storia dell’Iid è stata racchiusa in un libro, in uscita a settembre ma che può già essere prenotato, dal titolo ’20 Iid, revisione ragionata dei venti anni dell’Istituto italiano design”. All’evento del 28 giugno tanti i presenti: per l’Iid, la fondatrice Annamaria Russo e Benedetta Risolo dell’Ufficio internazionale, oltre ai docenti Marta Toni, Eleonora Granieri, Nicola Palumbo, Walter Sbicca e Marcello Cannarsa. Presenti, poi, l’assessore all’Urbanistica, edilizia privata e arredo urbano del Comune di Perugia Margherita Scoccia, e rappresentanti di aziende e istituti partner come l’Isdi school of design & innovation, sesta università dell’India per moda e design.

“Gli studenti dell’Iid – ha spiegato Russo – hanno consegnato alla multinazionale indiana WonderChef, leader nel settore cucina, la progettazione di una nuova linea di prodotti che presto saranno messi in vendita nel mercato europeo. Nel 2020, poi, collaboreremo ad un nuovo progetto per l’azienda Kuche7, leader nel settore cucine, con sedi non solo in India ma anche a Dubai, Londra e Riyad. Lì lavora uno dei nostri Iid graduate, Damiano Disperati, come senior designer”. Si aggiunge, a questi progetti, il ‘Master in fashion managaement’ di Shangai, il cui programma è stato presentato sempre il 28 giugno. La formazione, centrata sull’esaltazione del primato italiano nell’industria tessile e nell’artigianato, prevede anche che una parte delle lezioni si svolga a Perugia, per immergersi direttamente nel Made in Italy, dagli antichi telai Brozzetti all’atelier Spagnoli, passando per i filati di Fabiana Filippi e Paola Mela Cashmere. Queste sono solo alcune delle aziende con cui l’Iid collabora o ha collaborato: tra i marchi prestigiosi figurano infatti Falconeri, Intimissimi, Brunello Cucinelli, Ferrari, Leroy Merlin, Aboca, Listone Giordano e tanti altri ancora. La sfilata, curata dal coreografo Antonio Becchetti (acconciature di ‘Art Inside’ di Marco Marcantonini) ha visto in passerella le Capsule collection: Lavinia Aretusi con ‘(Dis)velo collection’, Martina Perugini con ‘D_Composition collection’ e Silvia Mandoloni con ‘Back and forth collection’, tutte studentesse che hanno completato il percorso di studi triennale in Fashion design e che discuteranno le loro tesi a luglio.

“La sfida che abbiamo lanciato alle ragazze – ha raccontato Granieri – è stata di interpretare il mondo dei social nel mondo della moda. C’è chi si è ispirato al mondo della comunicazione partendo dalla Preistoria e arrivando al giorno d’oggi per mostrare come è cambiata nel tempo; chi, invece, ha tratto ispirazione dalle cosiddette fake news oppure ancora c’è stata la Capsule collection della ‘trasformazione’. Come spesso accade, a volte dietro uno schermo ci trasformiamo, riusciamo a comunicare cose che non riusciremmo a comunicare di persona e da questa visione sono nati abiti con colli che non stanno al loro posto ma ai polsi ad esempio, tasche rigirate o materiali inusuali messi insieme”.

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