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Agromafie: business da 24,5 miliardi di euro

Agromafie: business da 24,5 miliardi di euro

In crescita del 12,4 per cento rispetto al 2017, hanno preso di mira il settore fiorente del florivivaismo italiano, che dà lavoro a 100 mila persone

Le agromafie italiane vedono salire il loro business, +12,4%, che raggiunge i 24,5 miliardi di euro nel 2018. Naturalmente, a una maggior forza da parte della malavita fa da contraltare meno libertà di imprenditoria in settori determinanti del made in Italy agroalimentare. L’indagine vede la firma di Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.

Le agromafie usano i classici metodi dell’intimidazione e dell’estorsione, imponendo la vendita di loro prodotti agli esercizi commerciali; a volte, approfittando di difficili situazioni economiche di alcune aziende, arrivano a rilevare l’intero punto vendita. In questo modo, “viene soffocata l’imprenditoria onesta, compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy”.

Uno dei settori ‘contaminati’ è quello florovivaistico: il Made Italy ha un valore della produzione pari a 2,5 miliardi di euro ed è uno sei comparti di punta dell’economica agricola italiana. Contribuisce con 887 milioni di euro di esportazioni, +6% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Le imprese florovivaistiche italiane impegnate nella coltivazione di oltre 2 mila specie vegetali sono circa 27 mila e danno lavoro a più di 100 mila persone. Un settore fiorente che significa dunque buon business per le agromafie

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