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Comuni virtuosi ed efficienti finanziariamente: Pisa è prima

Comuni virtuosi ed efficienti finanziariamente: Pisa è prima

Nelle ultime tre posizioni della classifica tre capoluoghi del Mezzogiorno: Napoli, che precede le pugliesi Brindisi e Foggia

L’Osservatorio sui Conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, diretto da Carlo Cottarelli, ha messo a confronto i 52 Comuni capoluogo italiani con più di 80 mila abitanti. E poi ha stilato la classifica di quelli più virtuosi ed efficienti dal punto di vista finanziario. Al primo posto svetta Pisa con un indicatore di efficienza pari a 139.50 punti. Ben lontana la seconda in classifica, Parma, con 85,31 punti, sul podio anche Padova (71,92). A seguire Piacenza (71,31), Cesena (61,38), Reggio Emilia (61,26). Il Sud è in bassissima classifica. Napoli è terzultimo con -57,93 punti, seguito da Brindisi (-68,27) e Foggia (-69,14).

Spiega Cottarelli: “Con questa analisi riteniamo di aver dato un contributo al processo di chiarezza e trasparenza, finalizzato a evitare sprechi e diseconomie”. I fabbisogni standard sono stati calcolati tenendo conto di dimensione del territorio, della popolazione, della situazione finanziaria. Aggiunge Alessandro Banfi, ricercatore dell’Osservatorio: “Per redigere la graduatoria, abbiamo rielaborato i dati raccolti dalla Sose Spa, società creata dal Mef e dalla Banca d’Italia per organizzare e trasformare in conoscenze utili le informazioni sulla finanza locale. Il nostro contributo è stato quello di ricavare l’indicatore complessivo di efficienza, con cui abbiamo stilato la classifica”.

Sono stati messi a confronto due parametri: indicatore di spesa e di offerta dei servizi. “L’indicatore di efficienza che abbiamo ricavato deriva dalla sottrazione di quello di spesa da quello dell’offerta, dalla differenza tra i due. Se è positivo, indica una migliore efficienza”. La spesa per i servizi è stata ripartita in sei voci: smaltimento dei rifiuti (25,9% del budget), funzionamento degli uffici amministrativi (20,75%), dell’istruzione pubblica (17,90%), delle attività sociali (14,26%), della viabilità e del territorio (14,05%), della polizia locale (7,16%).

Per quel che riguarda l’offerta dei servizi, sono state analizzate raccolta differenziata in percentuale sul totale dei rifiuti urbani trattati, numero di bambini nelle scuole, comprese quelli bisognosi di assistenza speciale, il numero delle scuole, le sanzioni rilevate dalla polizia municipale, i fermi e sequestri amministrativi, la rimozione dei veicoli. A metà classifica troviamo Milano (29esima, -2,81) e Roma (31esima, -3,32). “Milano offre servizi di livello più alto, circa il 20% superiore alla media, ma a costi più elevati. Roma tende a offrire un livello di servizi decisamente più basso, ma caratterizzato anche da costi più bassi”.

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