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Agroalimentare italiano: 2019 da record, bilancia commerciale respira

Agroalimentare italiano: 2019 da record, bilancia commerciale respira

Made in Italy +3,7 per cento a marzo, mentre le esportazioni complessive sono ferme rispetto a marzo 2018. In Cina e Usa forte crescita

Il 2019 fa segnare il record per le esportazioni agroalimentari Made in Italy, +3,7%. Lo fa sapere Coldiretti che analizza i dati Istat relativi al commercio estero nel mese di marzo. Se le esportazioni complessive sono ferme rispetto a marzo 2018, a salvare la bilancia commerciale ci pensa il cibo nostrano. Negli Stati Uniti, addirittura, la crescita è stata del 6,7% a fronte di un calo generale dell’1,1%. Il nostro cibo cresce pure in Cina (+4,5%), nonostante una diminuzione complessiva del 3,1%.

“Questo risultato evidenzia la capacità dell’agroalimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità nell’alimentare, ma anche di interpretare l’attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale”. Infatti, secondo uno studio Censis per Coldiretti e Filiera Italia, dalla crisi economica del 2008 le esportazioni agroalimentari sono cresciute da 23,6 a 41,8 miliardi di euro, con un aumento record del 47,8% (+16,5% il totale dell’economia).

Sono tutte le aree italiane a essere coinvolte nell’export alimentare in buona salute. Le regioni del Nord dal 2008 al 2018 fanno segnare +50,7% (Piemonte +51,9%, Veneto +68,5%), quelle del Centro +49,6% (Emilia Romagna +50,8%, Umbria + 68,1%, Lazio + 51,7%), il Meridione +35,6% (Sicilia +46,3%, Calabria +40,2%, Puglia +36,9%, Molise +114,2%). In testa alla classifica dei più esportati c’è il vino, con un valore di 6,2 miliardi e una crescita del 56,9%, ma sono assolutamente da ricordare anche i risultati ottenuti nel decennio dagli agrumi (+89,5%), latte e formaggi (+82,3%), carni e salumi (+70,2%).

I principali paesi di destinazione dei prodotti italiani sono la Germania (6,9 miliardi di euro, +25,6% dal 2008), la Francia (4,7 miliardi di euro, +44,4%), gli Stati Uniti (4,1 miliardi di euro, +73,9%), il Regno Unito (3,4 miliardi di euro, +30,2%), la Spagna (1,6 miliardi di euro, +32,7%), la Svizzera (1,5 miliardi di euro, +28,1%).

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