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Povertà in Italia: cresce il divario tra generazioni

Povertà in Italia: cresce il divario tra generazioni

I minori in situazione di deprivazione economica sono il 31,5 per cento contro una media degli ultra 65enni pari al 22 per cento

Cresce il divario tra generazioni. In 20 Paesi dei 28 Ue, il rischio povertà tra gli under 16 (24,4 per cento) è molto più alto che tra gli over 65 (18,2 per cento). In Italia le cose vanno di male in peggio. I minori in situazione di deprivazione economica sono il 31,5 per cento contro una media degli ultra 65enni pari al 22 per cento. Solo Grecia, Romania e Bulgaria – per quel che riguarda gli under 16 – fanno peggio. A descrivere questa situazione drammatica è l’Ufficio studi della Cgia.

Ad acuire la divaricazione è stata la crisi economica. Il coordinatore Paolo Zabeo precisa: “L’elevato livello di povertà giovanile, riconducibile anche alle caratteristiche della spesa per la protezione sociale che in tutta Europa è fortemente sbilanciata sulle pensioni, spesso di traduce anche in povertà educativa. Molti di questi ragazzi sono destinati ad abbandonare presto gli studi, pregiudicando la carriera lavorativa futura, che quasi sicuramente riserverà a questi soggetti enormi difficoltà a trovare un’occupazione stabile e di qualità. E alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e del calo delle nascite, le nostre Pmi non possono permettersi di lasciarsi sfuggire una quota così importante di giovani leve”.

Un minore su tre rischia di non arrivare al diploma, in Italia. Con conseguenze successive sull’inserimento nel mondo del lavoro. “Le imprese, negli ultimi anni, cercano sempre più addetti con bassi livelli di competenze e di specializzazione, dall’altro, maestranze che presentano una elevata professionalità. In forte calo, invece, la richiesta di figure caratterizzate da mansioni di routine”.

Il segretario della Cgia, Renato Mason, aggiunge: “Gli imprenditori denunciano difficoltà nel reperire tecnici altamente specializzati, nonostante la disoccupazione giovanile in Italia superi il 30 per cento. Oppure segnalano di non trovare lavori a bassa professionalità e molto impegnativi dal punto di vista fisico. Fenomeno arginato dal forte utilizzo di personale straniero”.

Tornando ai numeri, l’incidenza di povertà dei minori è più forte al Sud; in Sicilia, arriviamo al 56,8 per cento, in Calabria al 49,5 e in Campania al 47,1. Sono in totale 3,1 milioni i giovani che vivono il disagio economico, 498 mila campani e 488 mila siciliani. L’Istat aggiunge che i livelli di povertà si mantengono elevati per famiglie con 5 o più componenti e con persona di riferimento giovane avente un basso livello di istruzione. Al Nord, nelle grandi città, l’incidenza della povertà relativa è più alta che nei piccoli Comuni. Nel Centro-Sud la situazione si capovolge. Se nelle famiglie sono presenti stranieri, l’incidenza di povertà relativa sale ancora.

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