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Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare: ci sono 11 firme

Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare: ci sono 11 firme

Marco Venturelli, segretario generale di Confcooperative, spiega soddisfatto: "Grande risultato unire tutti in un progetto comune"

Ci sono in calce tutte le firme: Confindustria, Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani, Claai, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e Confapi. Le associazioni hanno sottoscritto la Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare.

In una nota, poi, le undici sottoscrittrici fanno sapere: “Per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo, è necessario un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso. Per questo, il documento individua dieci linee di intervento e punti programmatici che, attraverso un percorso di impegni concreti, sarà la base per l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali”.

Sono dieci punti che “affrontano aspetti di carattere regolatorio, normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche, alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare ad una capacità impiantistica virtuosa. La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane in tema di economia circolare. Con la firma di questo documento le associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese”.

Marco Venturelli, segretario generale di Confcooperative, spiega: “La sigla della Carta per la sostenibilità e per l’economia circolare impegna 11 associazioni dall’industria alle cooperative, dall’artigianato al commercio e all’agricoltura. Tutte raccolte in un progetto comune. E’ un grande risultato. La cultura dell’economia circolare si diffonde anche attraverso un aggiornamento della fiscalità di incentivi per le imprese: parliamo di 42 miliardi di euro”.

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