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Città green, turismo sostenibile e futuro meno nero: le imprese che si impegnano

Città green, turismo sostenibile e futuro meno nero: le imprese che si impegnano

Un esempio virtuoso nel cuore verde dell'Umbria, che presto diventerà anche il cuore elettrico dell'Italia, Le parole dell'imprenditore illuminato

Città green, a misura d’uomo e rispettose dell’ambiente. Ci sono aziende che da anni si impegnano in questo ambito per tenere fede al progetto mondiale che ha fissato alcuni obiettivi da raggiungere per rendere il nostro pianeta maggiormente vivibile. Anche se dovremmo dire per limitare i danni, considerato che l’uomo è già intervenuto troppo su ciò che lo circonda, trasformandolo.

Un esempio di impresa impegnatissima su questo fronte si trova a Marsciano, in provincia di Perugia, dove energie rinnovabili e turismo sostenibile vanno a braccetto. Il sogno (e il merito) è di Luciano Zepparelli, amministratore di Techne srl, che nel 2010 decise di iniziare questa avventura nel segno delle fonti rinnovabili, allargando poi in campo all’ambito turistico.

“Eravamo in piena crisi economica quando abbiamo avuto l’intuizione di puntare sul risparmio energetico. Inizialmente, solo sulle rinnovabili – che anche oggi rappresentano comunque il nostro core business – poi, quando c’è stata una sorta di stagnazione per la fine degli incentivi al fotovoltaico, nel 2013 abbiamo deciso di aprire anche al turismo e alla mobilità sostenibile”. In Umbria si stavano moltiplicando le colonnine di ricarica per le auto elettriche, un business per chi sa guardare lontano. Come nel caso di Zepparelli: “Abbiamo inventato l’Umbria Green Card che unisce la tradizione dei territori umbri con l’innovazione. Volevamo aiutare questa regione a raggiungere gli importanti obiettivi di riduzione dei consumi di fonti primarie, della diminuzione nelle emissioni di gas che alterano il clima e dell’aumento della quota di fonti rinnovabili nella copertura dei consumi finali”. Dice ancora l’amministratore: “L’Umbria non sarà solo il cuore verde d’Italia, ma anche il cuore elettrico”.

Intercettata la disponibilità a collaborare di un’altra società, il progetto ha preso sempre più forma: “Puntiamo a trasformare l’Umbria nel punto di riferimento per il turismo elettrico e di accoglienza per stranieri e italiani”. Siamo all’inizio del progetto di turismo sostenibile, ma già ci sono i primi risultati: “Stiamo installando le colonnine di ricarica in punti significativi, dove il turista che si ferma – ci vuole minimo mezz’ora per una ricarica – può intanto fare un giro nei dintorni, visitare qualcosa di caratteristico o fare acquisti. Il nostro è un approccio che vuole conquistare il turista che viaggia lentamente, non quello mordi e fuggi. Quello che ha tempo di guardarsi intorno. Abbiamo già progetti sul Lago Trasimeno e su quello di Bolsena. Stiamo inoltre prendendo contatti con i Comuni più piccoli proprio perché il turismo in Umbria vada a toccare tutte le bellezze che si celano in ogni dove. Penso che per i prossimi 2-3 anni continuerà a esserci sviluppo di mobilità elettrica e installazione di colonne di ricarica”. Grazie all’app, poi, al turista verrà fornita in tempo reale la geolocalizzazione dei punti di maggior interesse, delle attrazioni paesaggistiche, culturali e storiche in prossimità della stazione di ricarica, in modo da impiegare al meglio il tempo del rifornimento.

Resta l’altra parte dell’attività: “Abbiamo potuto constatare che c’è stata una ripresa nell’interesse per le fonti rinnovabili. La gente vuole essere energeticamente autosufficiente. Adesso iniziano a entrare obblighi di questo tipo pure nei Piani regolatori comunali. Il futuro passa assolutamente da qui, dall’autosufficienza energetica. E noi forniamo tutto: dalla consulenza energetica alla gestione dei consumi, da studi di fattibilità a realizzazione di progetti chiavi in mano, diversificati per amministrazioni pubbliche, uffici, industrie, clienti residenziali, agricoltura e strutture ricettive”.

Chiude, Zepparelli, parlando anche di smart city: “Noi siamo per la logica di mobilità condivisa e per usare meno l’auto, ma in questo settore deve intervenire il Governo con una politica sui trasporti pubblici, ancora carenti in molte città, anche in Umbria. Secondo me la smart city, in questo senso, è solo un palliativo”. E raccontando dell’Umbria Green Festival che si svolge a Terni: “Una delle città più inquinate e dove meno bene funzionano i trasporti pubblici. Nel 2018 abbiamo coinvolto pure le scuole”.

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