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Brexit: all’agroalimentare italiano costa 3,4 miliardi di euro

Brexit: all’agroalimentare italiano costa 3,4 miliardi di euro

Calcoli della Coldiretti: verrebbero bocciate le esportazioni di prosecco, vino, pelati, pasta, ma anche di formaggi e olio d'oliva

Non c’è solo il Prosecco a dare grattacapi all’Italia a causa di Brexit. Sono molti i prodotti che saranno sacrificati sull’altare dell’addio della Gran Bretagna all’Ue. Ci sono per esempio i pomodori pelati oltre alle bollicine. Il totale di mancati introiti da export in Uk rischiano di essere pari a 3,4 miliardi di euro.

Se il vino fattura complessivamente 800 milioni di euro, al secondo posto gli inglesi prediligono l’ortofrutta Made in Italy, poi naturalmente ci sono pasta, formaggi e olio d’oliva. E, come detto, pelati e polpe di pomodoro la cui incidenza sulle esportazioni nel Regno Unito è pari al 20 per cento del totale delle esportazioni italiane. Rilevante anche l’apporto di Grana Padano e di Parmigiano Reggiano per 90 milioni.

Coldiretti scrive: “La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso, ma a preoccupare è anche il rischio che con l’uscita dall’Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane”. Parole del presidente Ettore Prandini. Esempio? L’etichetta nutrizionale a semaforo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia in modo ingiusto l’85% del Made in Italy a denominazione di origine protetta.

“L’etichetta semaforo indica con i bollino rosso, giallo e verde il contenuto di nutrienti critici per la salute come grassi, sali e zuccheri, ma non basandosi sulle quantità effettivamente consumate, bensì solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. Porta a conclusioni fuorvianti arrivando a promuovere cibi spazzatura come le bevande gassate dalla ricetta ignota e a bocciare il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma, ma anche elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva”.

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