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Giovani agricoltori: 23 mila quelli a cui è stato rifiutato il progetto di insediamento

Giovani agricoltori: 23 mila quelli a cui è stato rifiutato il progetto di insediamento

Lo denuncia Coldiretti: "Il 66% delle domande di 35 mila under 40 è stato respinto per errori di programmazione delle Regioni"

Sono 23 mila i giovani che si sono visti respingere dalle Regioni il loro progetto di insediamento nelle campagne, come previsto dai Piani di sviluppo rurale (Psr) finanziati dall’Unione Europea. La denuncia arriva da Coldiretti, nello studio ‘I giovani italiani che creano lavoro’, presentato all’Assemblea Giovani Impresa della Coldiretti.

Fa sapere l’organizzazione dei coltivatori diretti: “Lo storico ritorno alla terra ha portato 35 mila under 40 a presentare domande per l’insediamento in agricoltura, ma il 66% delle richieste non sono state accolte per colpa degli errori di programmazione delle Amministrazioni regionali, che hanno portato a una insufficiente assegnazione di risorse per i giovani nel Psr, con il rischio concreto di restituzione dei fondi disponibili a Bruxelles”.

Infatti, emerge che l’utilizzo delle risorse comunitarie per il periodo 2014-2020 è stato pari al 29% del totale. “Una sconfitta per le speranze di tanti giovani, ma anche per il Paese che perde opportunità strategiche di sviluppo, di ripresa economica, di occupazione e di sostenibilità ambientale”. La maggior parte delle domande rimandate al mittente riguarda il Mezzogiorno, dove c’è più bisogno di lavoro.

Secondo lo studio Coldiretti /Ixè, “le aziende agricole condotte dai giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più”. Sono più di 56 mila le imprese agricole italiane gestite da Under 35, cosa che ci spinge al vertice in Europa per numero di giovani impegnati in agricoltura. “La presenza massiccia dei giovani ha rivoluzionato il lavoro in campagna, dove il 70% delle imprese giovani lavora in modo multifunzionale: dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, alle attività ricreative, all’agricoltura sociale per l’inserimento dei disabili, dei detenuti e dei tossicodipendenti, alla sistemazione di parchi, giardine e strade, all’agribenessere e alla cura del paesaggio o alla produzione di energie rinnovabili”.

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