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Coldiretti Giovani Impresa: Veronica Barbati la nuova presidente

Coldiretti Giovani Impresa: Veronica Barbati la nuova presidente

Campana, 30 anni, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, è a capo di un'azienda agricola multifunzionale

Veronica Barbati, 30 anni, campana di Avellino, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, è la nuove presidente dei giovani agricoltori italiani. E’ stata eletta dall’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, composta dai rappresentanti delle campagne di tutte le Province e le Regioni italiane.

Il nuovo esecutivo nazionale sarà composto da Danilo Merlo (Piemonte), Carlo Maria Recchia (Lombardia), Alex Vantini (Veneto), Francesca Lombardi (Toscana), Alba Alessandri (Marche), Francesco Panella (Umbria), Benedetta Liberace (Puglia), Massimo Piacentino (Sicilia). Ma andiamo a scoprire meglio qualcosa su Veronica Barbati.

Dal 2010 è titolare di un’azienda tra le colline di Roccabascerana, in provincia di Avellino. Qui troviamo un agriturismo, un caseificio aziendale per trasformare il latte prodotto, una macelleria agricola, un laboratorio per produrre confetture e ortaggi sott’olio, una cantina dove le uve vengono trasformate in vino. Vengono organizzare degustazioni. Veronica Barbati è un’ottima agrichef e raccoglie il testimone da un’altra donna, Maria Letizia Gardoni, ora presidente della Coldiretti Marche e componente della giunta nazionale.

Le prime parole della neo eletta: “Bisogna creare le condizioni per realizzare il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come ora vuole investire tempo e soldi nella campagna”. Aggiunge: “Abbiamo un immenso patrimonio da difendere e da far crescere in un’Italia che può contare sul primato dell’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp e 415 vini Doc/Docg, oltre a 5.056 prodotti tradizionali regionali censiti lungo tutta la penisola. Abbiamo la leadership nel biologico con più di 60 mila aziende agricole biologiche e il primato nella sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%)”.

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