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Cassazione: boom di ricorsi da parte dei migranti

Cassazione: boom di ricorsi da parte dei migranti

Quelli per la protezione internazionale sono al +512.4%. Ma Salvini avverte: "I ricorsi infondati sono carta straccia, chi è irregolare torna a casa"

Siamo al +512,4 per cento di ricorsi in Cassazione sul tema dei diritti dei migranti. Se negli anni scorsi, questi ricorsi civili si erano stabilizzati per numero, riducendosi anzi, ora c’è stata l’impennata. Lo ha fatto sapere il primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, intervenuto all’apertura dell’anno giudiziario.

Nella relazione, Mammone si esprime così: “L’imponenza del fenomeno ha statisticamente annullato il pur consistente incremento dei procedimenti definiti nel 2018, dando luogo a un aumento del 4,1% dei procedimenti pendenti, che alla fine dell’anno ammontavano a 111.353 (per il 49% in materia tributaria). Per quanto riguarda il contenzioso sull’immigrazione, nell’anno 2018 – sottolinea il presidente – si sono riversati sulla Suprema Corte gli effetti del decreto dello scorso anno, che ha previsto che le neoistituite sezioni specializzate dei tribunali in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea decidono con provvedimento non reclamabile e ricorribile solo per Cassazione.

“Tale disposizione – spiega Mammone – ha comportato l’improvviso aumento dei ricorsi in materia di protezione internazionale, con un afflusso che, nonostante l’impegno della Sezione interessata (la Prima civile), ha comportato un aumento considerevole della pendenza”.

Parla di emergenza per richiesta di asilo politico il Consiglio superiore della magistratura: “C’è un carico crescente di procedimenti in materia di protezione internazionale e di immigrazione” fa sapere il vice presidente David Ermini. Preannunciando dunque una nuova emergenza per la Suprema Corte. Chi invece non si spaventa è Matteo Salvini: “La Cassazione parte di boom dei ricorsi per le richieste di asilo. C’è sempre stato. Adesso quelli infondati saranno carta straccia”.

E ancora: “Non regrediamo sui diritti umani, noi stiamo progredendo. I veri profughi con il decreto sicurezza avranno più diritti di prima. Spesso erano insieme ai finti profughi e non avevano le garanzie necessarie. Il decreto fa chiarezza: i veri profughi saranno trattati ancora meglio di prima, quelli finti possono fare ricorsi e contro ricorsi, ma tornano a casa”.

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