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Dolci di Natale: 49% li fa in casa

Dolci di Natale: 49% li fa in casa

Tradizioni tramandate di generazione in generazione per il 25 dicembre, accanto agli immancabili panettoni e pandori natalizi

Quasi una famiglia su due preparerà i dolci di Natale in casa, nel rispetto delle tradizioni locali. La percentuale esatta è del 49 per cento. Coldiretti spiega: “La preparazione casalinga dei piatti tradizionali delle feste è un’attività tornata a essere gratificante per uomini e donne e all’interno delle mura domestiche si svolge il rito della preparazione di specialità alimentari caratteristiche del Natale, destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell’anno”.

Se per il 25 dicembre sul 70 per cento delle tavole non mancheranno panettoni e pandori acquistati fuori, si abbinano sempre più spesso ricette che magari sono state tramandate di generazione in generazione. In Basilicata, per esempio, ecco i calzoncelli di pasta fritta con ripieno di mandorle e zucchero, oppure la castagne con la cioccolata; in Calabria è il momento della ‘mpigliata’. In Campania struffoli e roccocò, in Puglia cartellate baresi, impregnate di vincotto tiepido o miele, ricoperte quindi di cannella, zucchero a velo o mandorle.

Al Nord, pure, si fa da soli per i dolci natalizi. In Friuli torna a spopolare la gubana, pasta dolce lievitata, con ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa, scorza grattugiata di limine; in Emilia Romagna la spongata ripiena di miele, uva passa, noci, pinoli e cedro. In Liguria in pandolce, in Lombardia il Panun de Natal. In Sicilia ci sono i buccellati di Enna (dolci ripieni di fichi secchi), ma anche cassate, cannoli, mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano, la cubbaìta (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi).

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