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Olio extravergine di oliva: negli Stati Uniti promosso a farmaco

Olio extravergine di oliva: negli Stati Uniti promosso a farmaco

Non può che beneficiarne anche l'Italia, seconda dietro alla Spagna per produzione, ma prima per qualità di olio a livello mondiale

Buone notizie per l’olio extravergine di oliva che, negli Stati Uniti, è stato promosso addirittura a farmaco per evitare l’infarto e altre malattie del cuore. Buona notizia naturalmente anche per l’Italia, seconda produttrice al mondo di extravergine. La Food and Drugs Administration (Fda) Usa ha invitato a indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta benefici cardiovascolare quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il nostro cuore. “L’agenzia per la salute alimentare americana suggerisce di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio, senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente, garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute”.

Il consumo di olio extravergine, negli ultimi 25 anni, è cresciuto vertiginosamente a livello mondiale: +49%. Proprio negli States si è triplicato nello spazio di una generazione, arrivando a 315 milioni di chili (+174%), il che ha portato gli Usa al terzo posto dopo Italia e Spagna tra i principali acquirenti. In Giappone il consumo è aumentato di 8 volte, arrivando a 55 milioni di chili, in Gran Bretagna +247,6% a 58,4 milioni di chili, in Germania +359,7% a 61,6 milioni di chili. In Brasile aumento del 313% per 60 milioni di chili. In Russia +233%, a 20 milioni di chili, In Canada incremento del 229% a 39,5 milioni di chili, in Francia +154% a oltre 111 milioni di chili.

L’Italia è il secondo produttore dopo la Spagna, ma può contare sul primato qualitativo con 47 Dop/Igp riconosciuti dall’Unione Europea e ben 533 diverse varietà di olive che danno percentuali di acido oleico che vanno dal 72% all’83%. A causa del maltempo e del Burian invernale, l’Italia ha dovuto fare i conti quest’anno con un crollo del 38% della produzione, raccogliendo 265 milioni di chili, molto vicino ai minimi storici. Pure il vento ha contribuito, con 25 milioni di piante di ulivo danneggiate dalla Puglia all’Umbria, dall’Abruzzo al Lazio, danni fino al 60% in alcune zone particolarmente vocate. Coldiretti chiede dunque il rifinanziamento del piano olivicolo nazionale (Pon) per recuperare il deficit italiano e potenziare una filiera che comprende più di 400 mila aziende agricole specializzate.

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