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Imprenditori e sicurezza: 26% nel 2018 si sente meno sicuro che nel 2017

Imprenditori e sicurezza: 26% nel 2018 si sente meno sicuro che nel 2017

Indagine effettuata da Confcommercio - Gfk Italia: i più preoccupati sono al Sud, nelle grandi aree urbane e tra i venditori su aree pubbliche

Per il 26% degli imprenditori italiani quest’anno c’è meno sicurezza per la propria attività rispetto a 12 mesi fa. In particolare al Sud, al Centro, nelle grandi città e tra i venditori su aree pubbliche. In peggioramento l’abusivismo (per il 45% degli imprenditori) e i furti (38%); poi ecco contraffazione (33%) e rapine (27%). Più contenute, ma pur sempre in aumento, pure usura (17%) ed estorsioni (15%). Questi dati risultano dall’indagine Confcommercio – Gfk Italia sui fenomeni criminali.

Nel 2018, il 23% degli imprenditori ha avuto esperienza diretta o indiretta della criminalità, come nel 2017. Il 9% ha subito minacce e intimidazioni ai fini dell’estorsione, il 21% conosce altre imprese che hanno subito lo stesso trattamento. Il Sud è il più colpito (42%), soprattutto nei grandi centri, così come il settore del trasporti (47%). Le minacce si concretizzano in pressioni psicologiche (78% contro il 69% del 2017), il 36% dichiara di aver subito danneggiamento a cose (era il 44% nel 2017). Il Sud Italia, anche in questo caso, è il più esposto (47%). La violenza fisica è in leggera diminuzione (11% contro il 13%).

Non siamo un Paese che si difende con le armi. Il 90% degli imprenditori non dispone di un’arma di difesa personale. Nel 2018 è diminuito anche il numero di coloro che ne vorrebbero acquistare una in futuro (8% contro l’11% del 2017) ed è aumentato il numero di chi non ha intenzione di munirsene (61% contro 55%).

Sempre nel 2018, il 39% è stato taccheggiato, in leggero calo rispetto al 43% del 2017. Questa pratica si concentra nelle grandi città del Nord Italia (47%), tra i tabaccai (58%) e tra i venditori su aree pubbliche (56%). Il fenomeno è percepito in aumento da un imprenditore su due. Tra i problemi del Paese che gli imprenditori mettono in ordine di classifica, al primo posto c’è l’enorme prelievo fiscale (66%), poi la burocrazia (57%). La criminalità è al terzo posto (48%).

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