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Europei di calcio 2028: occasione italiana per ristrutturare gli stadi

Europei di calcio 2028: occasione italiana per ristrutturare gli stadi

Servono due miliardi per avere impianti finalmente all'altezza dell'importanza che il gioco del pallone ha nel nostro Paese. Euro 2028 occasione irripetibile

Se l’Italia vuole davvero ospitare gli Europei di calcio del 2028 deve spendere. E pure tanto. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, precisa: “La candidatura dell’Italia a ospitare gli Europei del 2028 è un obiettivo con la ‘O’ maiuscola. Ricordo che abbiamo bucato clamorosamente la possibilità di avere la manifestazione quando fu ospitata da Polonia e Ucraina (2012) ed è l’unica possibilità, con Mondiali e Olimpiadi, di avere un accelerazione rispetto agli iter che riguardano il tema degli stadi”.

Spendere proprio sulle infrastrutture, sugli impianti (alcuni davvero vetusti). Essere coloro che ospiteranno Euro 2028 è l’occasione ghiotta per rinnovare gli stadi. Una volta tanto Coni e Figc marciano compatti: pure il neo presidente della Federazione, Gabriele Gravina, ha messo nel suo programma la fase finale degli Europei di calcio. Nel 2020, la manifestazione sarà itinerante per festeggiare i 60 anni dalla nascita della kermesse, nel 2024 sarà la Germania invece a lucidarsi a nuovo per accogliere le squadre nazionali europee.

Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo – la banca pubblica che si deve occupare di finanziare opere come gli stadi a tassi agevolati e che negli ultimi dieci anni lo ha fatto solo con il nuovo impianto della Juventus e investendo per i lavori a Udine, Frosinone, Bergamo e Ferrara – dice: “Considerando i progetti già in cantiere e quelli sottotraccia che potrebbero emergere a breve, la cifra necessaria dovrebbe essere sui due miliardi di euro”. Abodi è comunque convinto che, Europei 2028 a parte, i cantieri vadano aperti assolutamente. Milano, Bergamo, Ferrara, Napoli, Genova, Firenze, Roma, Pisa, Perugia, Napoli, Crotone, Venezia, Cagliari, Bologna e Trieste. Queste città stanno valutando e progettando ristrutturazioni degli stadi attuali. Indispensabili come il pane, per dare competitività alle squadre che ci giocano, per riempire gli impianti dando ai tifosi la possibilità di vivere davvero un bello spettacolo. Per recuperare il gap sugli altri Stati europei.

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