What’s New in Italy
Terremoto: conto salato per agricoltori e allevatori, 500 milioni

Terremoto: conto salato per agricoltori e allevatori, 500 milioni

Nelle Marche in fumo 140 milioni di euro, in Umbria saliamo a 260 milioni, nel Lazio siamo a 175. Nel 2017 leggera ripresa della produzione

Quanto è costato e sta costando il terremoto agli allevatori e agli agricoltori delle zone colpite? Moltissimo, oltre 500 milioni di euro in due anni. E parliamo soltanto di crollo nella produzione e nella vendita, escludendo dunque danni strutturali e stalle, case e fabbricati rurali. Il bilancio è stato diffuso dalla Coldiretti durante la visita del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, alle zone terremotate delle Marche.

Nelle campagne marchigiane, confrontando il Pil agricolo del 2015 e quelli dei due anni successivi, si scopre che sono andati letteralmente in fumo 140 milioni di euro. In Umbria il disavanzo è ancora più marcato: 260 milioni di euro. Nel Lazio sono stati bruciati ulteriori 175 milioni di euro. “Nel 2017 c’è stata una leggera ripresa delle produzioni agricole rispetto al 2016, ma la situazione è ancora lontana dalla normalità, se consideriamo che il Pil in Umbria è inferiore del 13% al 2015 e del 6% nelle Marche”. Gli allevamenti, causa la chiusura delle stalle, hanno perso il 20% nella produzione di latte. Nei paesi ormai svuotati di persone e pieni di macerie, c’è stato il crollo del 70% nelle vendite. I turisti non tornano, i residenti se ne sono andati, ci sono ritardi nella ricostruzione.

Gli ultimi baluardi sono proprio coloro che non mollano, preservando i piatti tradizionali come il ciauscolo, salame spalmabile marchigiano, il pecorino dei Monti Sibillini, la lenticchia di Castelluccio, la patata rossa di Colfiorito. E ancora: zafferano, tartufo, prosciutto di Norcia Igp e cicerchia.

Complessivamente, abbiamo 25 mila aziende agricole censite nei 131 Comuni del cratere sismico di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Qui troviamo 100 mila animali tra mucche, maiali e pecore. Da cui derivano salumifici, caseifici e frantoi. E ancora: censiti 444 agriturismi (42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria), che lentamente stanno riprendendo a funzionare.

La gara di solidarietà ha aiutato. Consegnati 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, EurocapPetroli e Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo. Coldiretti, insieme ad Associazione Italiana Allevatori e Consorzi Agrari, ha consegnato poi mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente, oltre a roulotte, camper e moduli abitativi. Rilevante poi la campagna ‘adotta una mucca’, per ospitare almeno 2 mila tra pecore e mucche sfrattate dalle stalle crollate. Così come ‘dona un ballone’ di fieno per alimentare il bestiame, la ‘paradura’ che ha fatto sì che i pastori sardi di Coldiretti donassero mille pecore ai colleghi umbri. Le agnelle nate da queste pecore, in segno di riconoscenza, sono state a loro volta regalate ai pastori sardi che hanno perso il proprio gregge. Oltre 60 mila gli italiani che hanno assaggiato la caciotta della solidarietà, prodotta con latte raccolto nelle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa, e il cacio amico, fatto con latte provenienti dagli allevamenti marchigiani.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *